“You’ll Never Walk Alone” e la pazza Norwich-Liverpool

Di Jacopo Scarinci

Liverpooldi Jacopo Scarinci

Sabato pomeriggio ero al telefono con la mia ragazza. Si parlava di cose importanti: affitto, metri quadri, mobili, cose così insomma. A un certo punto, pur conscio del suo totale disinteresse per la materia, non son riuscito a star zitto e le ho detto: “Amore, tu non hai idea di cosa ho appena visto”.

Quello che ho visto, alla tele, è andato in scena a Carrow Road, Norwich, est dell’Inghilterra. E chi ci poteva essere di mezzo se non il Liverpool, squadra che è più di una squadra, che è un sentimento che accomuna chiunque ami il football. Quello vero.

Dopo essere passato in vantaggio ha subìto un pareggio fuori da ogni grazia di Dio, colpo di tacco al volo del mitologico Dieumerci Mbokani, ed è finito sotto 3-1. Qui la mistica e la potenza del coro della Kop, la curva del Liverpool, hanno fatto girare le sorti di una partita già decisa. “You’ll never walk alone”, un inno, un grido, una unione che raccoglie membri in ogni angolo del pianeta. Un minuto dopo il 3-1 Jordan Henderson, capitano dei Reds, ha subito accorciato le distanze e, attaccando a testa bassa, spinto dai tifosi che hanno fatto sembrare Norwich una copia di Anfield, sono arrivati prima il pareggio di Firmino e poi, complice una vaccata immonda di Martin, il gol del 3-4 firmato dall’inossidabile James Milner. Finita? Macché. Primo minuto di recupero, pareggio dei gialloverdi. Pensi che in fondo è giusto, una partita magnifica, di passione, sudore, sangue e interventi al limite della denuncia deve finire pari. E invece no. Perché è il Liverpool, perché non camminerà mai solo, perché dall’altra parte del campo Adam Lallana, con un sinistro un po’ svirgolato e un po’ voluto, firma il 4-5 all’ultimo secondo.

Jürgen Klopp, condottiero e allenatore dei Reds, corre verso la sua squadra, Lallana è senza maglia, la mistica e l’unione sono lì: giocatori forti e mediocri, pochi fenomeni ma pieni di cuore e fiato, decani e ventenni insieme, ad abbracciarsi, festeggiare, distruggere gli occhiali di Klopp e guardare i propri tifosi dicendo che sì, hanno vinto anche grazie a loro.

Ed è questo che non mi arrenderò mai di provare a spiegare a chiunque bolli il calcio come business, soldi, corruzione. Il calcio è anche e soprattutto passione, imprese, cuore. Il calcio sono i tifosi, sono la Kop, è il Liverpool.

Il calcio è “You’ll never walk alone”.

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