Come sopravvivere ai gruppi di Whatsapp

Di

Whatsappdi Krimskrams

Alzi la mano chi non è in un gruppo Whatsapp. Croce e delizia dei telefonini intelligenti, Whatsapp permette di digitare un messaggio una volta sola e spedirlo a più destinatari che si presume siano interessati a riceverlo. Un mezzo super comodo per una comunicazione efficace e razionale. Almeno in apparenza.

Io sono nel gruppo della classe di mio figlio che frequenta le elementari, nel gruppo della sua squadra di calcio, nel gruppo delle amiche con cui ho trascorso un weekend alle terme, nel gruppo dei colleghi con cui mi ritrovo per l’aperitivo, nel gruppo dei cugini, in quello della palestra e in quello dell’associazione culturale. Per organizzare la pur minima cosa ora si crea un gruppo Whatsapp e via con i messaggi. Il più delle volte il sistema funziona in modo egregio. Altre volte è un incubo. Una caterva di messaggi sparati a raffica dove non ci si raccapezza più. Mi è capitato di scorrere conversazioni lunghissime, con molti botta e risposta, alla ricerca dell’ora della merenda per festeggiare la fine dell’anno scolastico per poi scoprire che l’orario non era ancora stata deciso. Peccato che sul gruppo in questione fossero girati 47 messaggi nell’arco di una mezzora: mirabile esempio di fallimento comunicativo.

Oppure mi è capitato di assistere a una litigata senza peli sulla lingua o, meglio, senza freni sulle dita tra due componenti di un gruppo. Immagino non si fossero accorti di chattare in un gruppo o forse volevano che tutti sapessero del diverbio. La condivisione non è però sempre positiva. Ci sono molti partecipanti a gruppi Whatsapp che postano allegramente video e foto che non c’entrano un bel niente con lo scopo del convivio virtuale. Per interfacciarmi in modo sereno con Whatsapp mi sono data alcune regole:

  1. entrare o rimanere in gruppi dove l’utilità o il piacere sono assodati.
  2. postare solo lo stretto necessario, in modo conciso e chiaro (sperando che gli altri seguano l’esempio).
  3. prima di inondare di messaggi il gruppo attendere almeno che qualcuno risponda dimostrando un certo interesse.
  4. per non importunare il gruppo passare a conversazioni private ogni volta che si tratta di faccende che non riguardano tutti.
  5. disattivare l’opzione del salvataggio automatico di foto e audio per non ritrovarsi il cellulare intasato di materiale inutile.

Più in generale cerco sempre di ricordami che il bel tacere non fu mai scritto e che anche l’astenersi da un messaggio non è un male, anzi sarebbe una pratica da lodare. Ma fateci caso la prossima volta in cui vi trattenete dal digitare qualcosa: in un gruppo c’è sempre chi posta quello che voi eravate lì lì per scrivere ma vi siete fermati perché avete valutato il contenuto irrilevante, irritante, inconcludente.

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