Il mercato immobiliare, i giovani e le colpe dei proprietari

Di Bruno Samaden

Immobiliaredi Bruno Samaden

Ieri sera, a cena, un amico di mio figlio mi ha raccontato quanto segue: lui e la sua ragazza avevano trovato una casa per andare a vivere insieme. Un bilocale carino, poco fuori Bellinzona, prezzo più che abbordabile. Insomma, perfetto. Al momento di scegliere a chi affittarlo, però, i proprietari hanno scelto un’altra persona con l’unica motivazione che… era una sola persona. L’essere una coppia quindi è stata, per loro, una discriminante.

E questo fa riflettere, perché non si fa altro che parlare dei giovani che non escono di casa, che pesano sui genitori, che non si prendono responsabilità. Non sarà perché, spesso, quando ci provano, gli si tarpa le ali sul nascere? Preso dalla curiosità, ho fatto una ricerca su tutti i principali siti internet di annunci immobiliari. I prezzi sono fuori dalla grazia di Dio, ma questo lo sapevamo. Quello che mi ha stupito, però, è l’incredibile quantità di annunci di appartamenti attorno ai 60mq con la condizione specifica di “una sola persona”. Intanto, al giorno d’oggi, trovatelo un giovanotto che esce di casa per farsi una vita sua che può spendere 1’000 franchi più spese ogni mese solo di affitto, senza magari dividersele con un amico o la fidanzata. Secondo: umanamente, che te ne frega se c’è una persona o due. In 60mq due persone stanno più che bene.

Invece di riempirci la bocca di giovani qui e giovani là, sarebbe anche ora che iniziassimo ad aiutarli concretamente. Non lo Stato, che campa cavallo, ma noi. Noi che abbiamo passato gli anta da un po’, noi che se vediamo una giovane coppia che cerca casa non la dobbiamo scartare solo perché, appunto, giovane coppia.

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