Ma sarà sfiga?

Di Alessandro Schirm

Meteoritedi Alessandro Schirm

Il sasso attraversa spazi siderali, perde un impalpabile pulviscolo che si disperde negli abissi del tempo. Da milioni di anni sta viaggiando, senza incontrare nulla, assistendo inerte, ineluttabile testimone della creazione di stelle e della morte di galassie. Il sasso non ha memoria, non ha ricordi, da centinaia di milioni di anni sfreccia nel vuoto, attraversa il buio inconsapevole, fino a che non arriva sull’orlo del nostro sistema solare, si avvicina a Plutone e supera le orbite di Nettuno e Urano, sfiora gli anelli di Saturno ed è muto testimone delle tempeste del gigante gassoso Giove. Aggira Marte e con traiettoria precisa, come se fosse segnata da milioni di anni, si proietta in direzione della Terra.

Il pianeta azzurro si avvicina, un puntino luminoso diventa piano piano la nostra Terra, il sasso non commenta, non vede, entra nell’atmosfera che lo surriscalda, perde peso, si riduce ma riesce a superare l’atmosfera. Tutto questo succede in un pugno di secondi, un nulla nella vita del meteorite. Arriva vicino al suolo alla velocità di 151’200 chilometri orari.

E colpisce V. Kamaraj, autista di bus nella città di Natrampalli, nel distretto di Vellore, nello stato del Tamil Nadu, India.

L’unico uomo, nella recente storia dell’umanità, ucciso da un metorite. Una possibilità su miliardi. V. era lì che chiacchierava fuori da un locale nel Bharathidasan Engineering College coi sui amici… e pam! Roba da matti, spappolato da un meteorite. Ditemi se non è sfiga questa. E la prossima volta che vi capita qualcosa, pensate al povero signor Kamaraj e ditevi che in fondo siete stati fortunati.

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