Moccetti: fidatevi di me

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moccettidella Redazione

Moccetti, il Re mida del Cardiocentro, è sceso in pista per dire ai suoi concittadini che il raddoppio del Gottardo non porterà problemi. Se lo sa lui che è un luminare! Come si può dubitare di Moccetti, un uomo che ha dedicato decenni della sua vita a salvare il cuore di centinaia di ticinesi, che così spendevano i soldi nel suo nosocomio invece che lasciarli ai balivi?

Insomma, un angelo del bisturi. Ma andiamo a ricordare un po’ chi è il dottore: Tiziano Moccetti, primario del Cardiocentro di Lugano, deve al Cantone la vita della sua creatura. Ai tempi della sua costruzione, lui spergiurò che non un franco pubblico sarebbe servito per finanziarlo, salvo poi cuccarsi i milioni dal Cantone per non lasciare l’opera a metà. Esattamente come oggi spergiura che col raddoppio non ci sarebbero pericoli per la nostra salute. Tra l’altro il Cardiocentro salì agli onori della cronaca perché aveva un tasso di operazioni maggiorato del 20-30% rispetto al resto della Svizzera, ma maligneremmo se dicessimo che qualcuno doveva ammortizzare gli investimenti.

Questo è un paese di ingrati, si sa. Figuratevi che il povero Dott. Prof. Moccetti, allora Granconsigliere liberale, venne persino licenziato dall’EOC. E questo solo perché le risultanze del lavoro di un perito esterno appurarono che Moccetti aveva fornito e fatturato prestazioni private senza dichiararle all’EOC. Stiamo parlando di qualcosa come 370 mila franchi. Bruscolini per il nostro eroe del privato quando c’è da incassare e del pubblico quando c’è da pagare. Perché bruscolini? Perché il disinteressato medico era abituato a trattare ben altro genere di cifre. Seguiteci in una storia che molti ricorderanno ma che è utile riaffermare per inquadrare meglio il personaggio. Una storia portata alla luce solo grazie a un paziente lavoro di indagine svolto dal settimanale “Area”.

Zwick, zwick…

Eduard Zwick è un ricchissimo bavarese noto per essere il re delle cliniche private. Grazie a finanziamenti illeciti dati alla CSU, per anni riesce a non pagare il dovuto al fisco tedesco, che però gli sta col fiato sul collo. Nel 1982 fugge in Ticino mettendosi nelle mani del suo angelo-medico Moccetti. La sua fuga porta con sé, però, anche la sparizione di oltre 200 milioni di marchi di fatto letteralmente sottratti agli eredi (moglie e figli). In gran segreto il 27 dicembre 1995 sull’isola di Jersey, nella Manica, viene costituito un Trust su cui finiscono i milioni ciulati alla famiglia. Beneficiari: Zwick medesimo e il suo fiduciario. Ottimo, Moccetti che c’entra?

C’entra: Zwick non è più un giovanotto e una volta deceduto – così sta scritto nel Trust – la sua parte andrebbe in parti uguali (70 milioni ciascuno) al suo fiduciario, a Moccetti e alla Fondazione Cardiocentro. Nel 1998 Moccetti e Giorgio Giudici (altro personaggio grondante carità) entrano nel Consiglio della Fondazione. Lo stesso anno Zwick tira le cuoia e Moccetti cerca subito di ottenere il grano. Ma mica è facile, i Trust sono blindati. Intanto la pretura di Lugano, cui si sono rivolti gli eredi, incarica l’avvocato Soldati di indagare.

I tre benificiari (Moccetti, la Fondazione Cardiocentro e il fiduciario di Zwick) intentano una causa al trust per avere il malloppo. Siamo nel giugno 1998. Tre mesi dopo Soldati li interroga ma tutti e tre giurano di non avere conoscenze precise circa il Trust.

1999: Giudici diventa presidente della fondazione Cardiocentro.

Aprile 1999: Luigi Pedrazzini, membro della fondazione fin dall’inizio, lascia il Consiglio della stessa perché eletto Consigliere di Stato.

In novembre misteriosamente vengono recapitate a Soldati due casse contenenti tutti i documenti per risalire all’isola del tesoro. E così i milioni tornano alla luce. Il 24 di quel mese la Fondazione informa Pedrazzini: “Oh, avremmo 70 milioni ma non siamo sicuri di poterne disporre perché c’è un piccolo contenzioso”. 5 giorni dopo il Gran consiglio, per nulla informato della faccenda, vota un credito di 6,6 milioni di franchi a favore del Cardiocentro. Dopo uno scontro aspro decide per un versamento una tantum invece che per uno ricorrente come invece voleva Moccetti, che la sera stessa va in tv a dire “siamo stati derubati!” Se tutta questa losca storia non fosse venuta a galla grazie a un lavoro giornalistico, la Fondazione Cardiocentro e Moccetti personalmente si sarebbero pappati 70 milioni di marchi a testa, sottraendoli agli eredi, alla totale insaputa dei ticinesi che di tasca propria devono finanziare il Dott. Prof. e la sua struttura. Ecco, questo è il tizio che dice ai ticinesi quello che devono fare coi loro polmoni.

Ah… un’ultima cosa. Tra poco scade il contratto e il Cardiocentro, da fondazione privata, dovrebbe tornare all’EOC. Vi terremo aggiornati, di sicuro ne vedremo delle belle.

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