Chi ama il proprio paese e chi, invece, spara solo stronzate?

Di

Islam migrazionedi Corrado Mordasini

Lo so, alcuni sposano le mie idee con entusiasmo, altri pensano che vomito letame appena apro la bocca. So che quasi nessuno mi seguirà fino in fondo, ma penso ne valga le pena, per quei quattro che ci riusciranno senza addormentarsi.

“cominciare a espellere chi difende questi bastardi !!!! e si che non e difficile trovarli sono sui volantini delle votazioni !!!!!”

“Io non ho parole per chi minimizza. Siamo sotto attacco di terroristi islamici e minimizzano. Mi sembrano (concedetemi il paragone) come quelli che negli anni 30-40 guardava i nazisti e rispondeva con “non sono i tedeschi, sono solo una minoranza di esaltati”. Eh si, chi non trae insegnamento dal passato è condannato a riviverlo.”

“Sono d’accordo con te non solo ma andiamo giù e prendiamoli a bombate nel culo.”

“Credete che si fermeranno? Ve lo dico io: non lo faranno, perché è da mille e seicento anni che vogliono conquistarci. E qui ancora si dorme con le patetiche idiozie buoniste.”

“Sono radicalizzati e non in minoranza! Vengono sistematicamente indottrinati da bambini e non conoscono altro. Gli Imam che sono tutto meno che quello predicano odio e vendetta. Per cosa?? Lasciamo perdere la Libia ed evitiamo di continuare a trovare scuse!”

Ecco, questi solo alcuni post trovati sul web che esprimono, in fin dei conti, il sentito popolare. Ma a parte i facili proclami andiamo a veder le possibili soluzioni, anche quelle paventate da questi signori. Cerchiamo di avere un approccio serio e pragmatico. Niente buonismo, niente empatia, solo un tentativo schietto, logico e impersonale di cercare di risolvere la cosa:

  • Espellere chi difende questi bastardi: dunque, presupponiamo che si debba creare una polizia segreta, che sia in grado di scoprire, denunciare e colpire coloro che difendono gli attentatori. Difendere poi è un termine impreciso, suppongo si intenda anche solo sostenere idee aperte nei confronti dell’immigrazione, essere personaggi antirazzisti, filoarabi o musulmani ma svizzeri. Il costo della polizia segreta sarebbe alto, migliaia di agenti, anche sotto copertura, una rete di delatori e di spie, intercettazioni, arresti e detenzioni a migliaia. La massa da espellere sarebbe probabilmente abbastanza cospicua, il problema oggettivo che si pone è: dove espellerli se sono svizzeri? Nessun altro paese li prenderebbe a carico.
  • I musulmani bombaroli sono come i nazisti: nel senso che sono una minoranza, come nella Germania degli anni ’30. Li si è sottovalutati e questo è il risultato. O perlomeno il concetto è questo e denota, purtroppo, una conoscenza storica assai scarsa. Il nazismo nasce all’inizio degli anni ’20 e nel 1933, quando Hitler prende il potere, ha con se la solida maggioranza della popolazione. Il nazismo poi muove la macchina bellica tedesca. Milioni di uomini con armamenti pesanti. L’Isis o chi per esso, sono poche migliaia di fanatici invisi anche agli stessi paesi arabi, tant’è che pure i sauditi o i turchi cominciano a storcere il naso.
  • Prendiamoli a bombate nel culo: andiamo giù dove? In Libia? Yemen? Arabia Saudita? Ok, se dobbiamo bombardare tutti i paesi che sono ricettacoli di terroristi, li sostengono o sono anche solo sospettati di farlo, dobbiamo rimboccarci le maniche. Passeremmo i prossimi 5 anni a bombardare. Emirati Arabi, Arabia Saudita, Iran, Iraq, Yemen, Algeria, Egitto, Turchia, ecc. tra di loro numerosi sono gli “alleati” occidentali. Ciò creerebbe un bagno di sangue, uno squilibrio geopolitico e probabilmente una terza guerra mondiale. Fatto ciò, gli attentatori del Bataclan e quelli belgi di questi giorni sono cresciuti qui: nei ghetti arabi europei.
  • Da 1600 anni vogliono conquistarci: Maometto muore nel 632 del calendario cristiano dunque, giocoforza, l’espansione islamica non può avere avuto luogo prima del settimo secolo d.C., dunque 1’400 anni fa. E a quell’epoca l’islam era composto da qualche tribù di beduini. Vero è che in poco tempo l’islam si espande nella penisola araba fino alla Spagna. Quello che fanno i crociati dal 1095 è cercare di riprendersi la terra santa e di fregare un po’ di ciccia ai musulmani. La religione c’entra poco, anche perché numerosi crociati residenti da tempo in quelle terre, col tempo, acquisivano modi e cultura araba. A parte tutto questo, quello che erroneamente definiamo islam, è una serie di poteri gestiti da famiglie come gli Omayyadi o gli Ottomani, che cambiavano di etnia e di cultura. Insomma, l’equivalente degli imperatori cristiani grossomodo (mi si perdoni il pressapochismo che serve a semplificare). A tutti gli effetti, quello che fanno le dinastie musulmane è l’equivalente di quelle animiste, sciamaniche o politeiste (i Romani, Gengis Khan, gli Unni) o quelle Cristiane (Carlo Magno, Napoleone, la regina Vittoria). Francia e Inghilterra solo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, colonizzano mezzo mondo. I francesi con Canada, Libano, Indocina, Africa equatoriale, Algeria, Guyana, Marocco, Haiti, Capo Verde ecc, gli inglesi con l’Australia, la Nuova Zelanda, l’India, la Jamaica, il Sudafrica e l’Alaska. Ne ho dimenticate molte di sicuro, ma diciamo che gli europei, nel secolo scorso avevano in mano praticamente tutto. Se andiamo appena un po’ indietro e aggiungiamo Spagna e Portogallo, non rimane un fazzoletto non colonizzato dagli europei al di fuori dell’islam. Se poi sia meglio essere comandati dagli inglesi o dagli Ottomani, lo lasciamo decidere a chi ci stava sotto.
  • Sono radicalizzati e non in minoranza: discutibile. Cosa significa radicalizzato? Ce ne saranno diversi gradi, ci sarà il radicale che però non tollera le bombe, e quello che lo fa. La logica ci dice che difficilmente la maggioranza dell’islam sia radicalizzata e bombarola, come non tutti gli europei sono razzisti e forcaioli.

Comunque, giunti a questo punto dobbiamo fare alcune considerazioni. Come risolviamo il problema?

1) blocchiamo l’immigrazione mussulmana come vuole fare Trump. In Europa, però, da secoli risiedono milioni di musulmani, molti già di seconda o terza generazione. A che serve bloccare l’immigrazione recente quando le sacche di terrorismo le abbiamo in casa?

2) mettiamo in campi di raccolta tutti i musulmani, compresi per sicurezza i convertiti, non scherzo, spesso i convertiti sono i più radicali. Cosa facciamo con le famiglie? Se sono musulmani, anche loro nel campo, se sono cristiani o atei fuori? Ma ci fidiamo? Inoltre poi dovremmo mantenerli nei campi, e creare una struttura di guardie che impiegherebbe, anche qui, migliaia di persone.

3) espelliamo tutti i musulmani dall’Europa, ma poi dove li mandiamo? Molti di loro hanno la nazionalità del paese che li ospita e i loro paesi d’origine non li vogliono più. Dubito comunque che qualsivoglia paese, anche musulmano, sia disposto ad accollarsi di colpo migliaia o milioni di concittadini senza reagire. Solo in Germania i turchi sono 3,2 milioni. Pensare che la Turchia accetti la loro espulsione su due piedi è assurdo. Immaginate inoltre cosa significhi spostare una tale massa di persone. Solo nella comunità europea, i musulmani ammontano a 16 milioni.

4) Li uccidiamo tutti. Brutto ma è anche questa una soluzione e anche qui, uccidiamo solo quelli di fede musulmana o anche i consanguinei, per esempio, di etnia araba ma non musulmani? E ammettendo che decidiamo di uccidere solo i 16 milioni dichiaratamente musulmani, è un compito u po’ improbo, ce l’hanno insegnato i nazisti. Non impossibile, ma molto difficile.

Come se ne esce? Sarà la storia a farci uscire, se non ci autodistruggiamo. L’alternativa è cercare di essere buonisti. Non creare ghetti, favorire l’integrazione e la conoscenza della lingua, cercare di capire le altre culture e farle sentire accolte, e non dei bubboni cancerosi ai limiti della società. Questo eliminerebbe anche l’islam radicale, che acquisisce proseliti proprio in quelle fasce emarginate.

Per cui, caro blogger incarognito, se sei arrivato a leggere fin qui, cosa che dubito, dovresti arrenderti all’evidenza che la storia, anche quella contemporanea, è come la matematica: non puoi buttare un mucchio di numeri alla rinfusa sul tavolo e urlare: il risultato è 25. Il risultato avrà vita propria indipendentemente da te, e per raggiungerlo ci vuole, cosa che tu conosci poco purtroppo, un procedimento mentale, un percorso, e che ti porti a cercare di raggiungere il traguardo. La differenza tra te e i buonisti è poi solo questa. L’utilizzo del cervello in maniera costruttiva e logica.

Chi ama il proprio paese e chi, invece, spara solo stronzate?

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