“Nel mio cuore porterò sempre l’Ambrì”, due chiacchiere con Inti Pestoni

Pestoni Intidella Redazione

Uno sportivo, in genere, come riesce a concentrarsi sul gioco quando durante la partita viene continuamente bersagliato e attaccato anche sui suoi affetti personali?

Normalmente penso solo alla partita, fa parte del mio lavoro, sappiamo che queste cose possono succedere e siamo sempre preparati per questo. Non passano inosservate, certo ma io rimango sempre concentrato al mio lavoro.

Cosa possono fare società e giocatori per spiegare meglio a certi tifosi i concetti di rispetto e di cultura sportiva?

Sicuramente non dare visibilità a queste cose, in modo da tenere questi tifosi emarginati e non dargli forza.

Il salto dalla piccola realtà di Ambrì a una metropoli come Zurigo sarà molto grande, come ti stai preparando a lasciare il posto dove sei cresciuto e diventato uomo?

Non ho ancora pensato bene all’anno prossimo, sono ancora concentrato sull’Ambrì, dove sto finendo la stagione. Solo al termine di questa penserò a Zurigo.

Negli ZSC Lions sarai un ottimo giocatore in mezzo a tanti ottimi giocatori, mentre ad Ambrì oltreché questo sei il figlio della valle, il simbolo, l’emblema. Ti fa paura questo cambiamento o lo senti come una sfida?

Ho preso questa decisione perché avevo bisogno di una nuova sfida per fare il salto di qualità, andando in una squadra dove posso mettermi a confronto con giocatori di altissimo livello.

L’atmosfera del derby del Ticino ti mancherà?

Si è sempre un emozione, il derby è davvero una partita unica. Mi mancherà davvero tanto.

Cosa porterai di Ambrì a Zurigo, sia simbolicamente che… fisicamente?

Nel mio cuore porterò sempre Ambrì: il luogo, il posto dove sono cresciuto sia come uomo che come sportivo.

Professionismo, ok. Talento, va bene. Esigenze e attrazioni di carriera, ci mancherebbe. Guerriero e mercenario. Ma il giovane uomo, il figlio, il fratello, l’amico, il compagno di terre e di vita quando scende nell’arena cosa prova, cosa sente? Di cosa vive e di cosa palpita? Il pubblico, i tifosi, le passioni e le emozioni le sente? Quanto pesano?

Quando scendo sul ghiaccio penso solo a giocare e divertirmi. L’hockey su ghiaccio è uno sport fatto di tante emozioni, evidentemente si vive anche di questo. E anche con la pressione, con cui si impara a convivere.

Il razzismo è una realtà amara, è la prima volta che ti ci trovi confrontato così duramente?

Se è riferito allo striscione non mi tocca e non mi riguarda minimamente perché non sono stato adottato. Però il razzismo, in ogni suo aspetto, è una cosa che non sopporto e non accetto.

Grazie Inti, in bocca al lupo per tutto.

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