Pontiggia, sei poco petaloso…

Di Corrado Mordasini

Petalosodi Corrado Mordasini

Fabio Pontiggia, da quando è direttore del CdT, non perde occasione per essere fonte di spunti. In un recente editoriale, se la prende con l’Accademia della Crusca rea, secondo lui, di aver sdoganato l’insulso aggettivo petaloso. Come non dare ragione a Fabietto, “petaloso” ci ha distrutto le gonadi riuscendo, in tre giorni, a imperversare sul web come nemmeno Francis Drake riuscì a fare nei Caraibi. Ma poi scopriamo che petaloso è solo uno specchietto per le allodole e vero bersaglio del Pontiggia, vecchio volpone, è “la meteo”. Eh? Esatto. La meteo. Sentite un po’:

“…I custodi della correttezza del verbo di Dante, del fiorentino puro, hanno abdicato ai loro doveri: da quel giorno (NdR: il 16 marzo) è ammesso l’uso corrente del sostantivo invariabile meteo anche nella forma femminile. Non più, quindi, correttamente ed esclusivamente, il meteo (che sta per bollettino meteorologico), ma anche la meteo, con il medesimo significato.”

La meteo, il meteo… la Crusca dice: “e chissenefrega”. Pontiggia arriccia il naso, gli si raggrinziscono le guanciotte, gli si rizzano i peli delle ascelle. Ma nooo! Un così orribile francesismo! Ora, non che noi si sia qui a dire che Pontiggia sia uno stupido, anzi. Ma se quelli della Crusca, che annoverano le più brillanti menti in semiotica, grammatica, sintassi e letteratura che il Belpaese riesca a raggranellare dicono che è uguale te, Pontiggia, te lo fai andare bene per cortesia.

Comunque ci eravamo sbagliati di nuovo. Pontiggia riesce a furia di specchietti a menarci per l’aia come cani, altro che allodole! Il vero bersaglio non è nemmeno la meteo ma chi, secondo lui, è colpevole di questo vilipendio linguistico ormai accettato dalla crusca: la RSI. Esatto, cosa non si farebbe per compiacere il proprio editore e continuare in quello stillicidio giornaliero anti ente (mi si scusi il bisticcio):

“un orribile, orripilante, romandismo, infiltratosi nella lingua italiana parlata e scritta in terra elvetica, al sud delle Alpi, lungo i canali della SSR/SRG/Idée Suisse (ora non più Idée Suisse) e poi diffusosi come un virus grazie alla (o per colpa della) RSI, che ha continuato imperterrita ad ignorare la sola forma ammessa dal vocabolario.”

No, ma Fabietto, dai i numeri? E mica finisce qui! La RSI, infame ricettacolo di propaganda sgrammaticata, è secondo Pontiggia complice della Crusca nel degrado lessicale. Prosegue infatti:

“…I malvezzi linguistici di Besso e Comano non fondano ancora una necessità. Ma tant’è. Il buonismo e l’ecumenismo della Crusca hanno prevalso. Locarno-Monti esulta. La RSI anche.”

Ne prendiamo atto Fabio, la RSI ha di sicuro messo lo zampino anche in petaloso. Impossibile che si sia diffuso così motu proprio E sicuramente c’è lo zampino di Comano anche nella squallida abitudine lombardeggiante di mettere l’articolo di fronte al nome proprio maschile. Per non parlare degli elvetismi: l’autopostale? Colpa della RSI, La ticinesissima cala della neve? RSI! Il buralista postale inesistente in Italia? RSI, di sicuro. E pare, dico pare, che Canetta, nella solitudine della sua stanzetta, si diverta a sbagliare i congiuntivi apposta.

Aiutiamo Pontiggia a trovare le prove. Seppelliamo l’ente radiotelevisivo con palate della sua stessa ignoranza, ributtiamo il veleno della sbagliata formulazione dei vocaboli nel medesimo gargarozzo da cui è uscita!

Dagli alla RSI! Soprattutto fino a quando non dividerà gli introiti del canone con i media privati…

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