In ricordo di Mwepu, calciatore eroe

Mwepudi Santerre

Pochi giorni fa è morto Ilunga Mwepu, eroe del Mondiale del 1974 al pari di Cruijff e Müller. Non per gol segnati o spettacolari azioni, ma per quella punizione “al contrario” entrata nella storia del calcio e del suo Paese, che ora è la Repubblica Democratica del Congo ma che all’epoca si chiamava Zaire.

Gelsenkirchen, Germania. Al Parkstadion si stava giocando la partita tra Zaire e Brasile: Davide contro Golia, forse anche peggio, e questa volta senza nemmeno il lieto fine. Ai Brasiliani, avanti 3-0, a cinque minuti dalla fine viene fischiata una punizione che era intenzionato a calciare Rivelino. L’arbitro fischiò e il pallone venne calciato, ma non dal giocatore sudamericano: a colpire il pallone fu Ilunga Mwepu, giocatore dello Zaire, che nel mentre era scattato dalla barriera spedendo il pallone il più lontano possibile per perdere tempo. Perché?

Perché nello Zaire al potere, da quasi dieci anni, c’era una dittatura militare e gli emissari del sanguinario Mobutu fecero la loro comparsa nell’albergo dei giocatori dopo la partita precedente, persa per 0-9 contro la Jugoslavia. Il succo del loro discorso fu che contro il Brasile avrebbero potuto perdere 0-3, nulla di più. Sennò? Sennò a Kinshasa ad aspettare loro e le rispettive famiglie ci sarebbe stata la morte.

Fu per questo motivo che il terrorizzato Mwepu scattò dalla barriera colpendo forte il pallone sparandolo lontano. Aveva gli occhi sbarrati dalla paura, il respiro corto, il corpo era pieno di tremori. Fu deriso dall’intero Parkstadion, si prese pure l’ammonizione dall’arbitro: ma con quel calcio di punizione “al contrario” salvò lui, i suoi compagni, tutte le loro famiglie.

(Archivio GAS)

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