Quadri, se l’assassino fosse stato musulmano?

Di Marco Cattaneo

Marito assassinodi Marco Cattaneo

Fatto di cronaca: uomo bianco, orgogliosamente fascista e cristiano, ripreso pochi mesi fa da LA7 (Vedi qui) a inveire contro gli immigrati mostrando la croce celtica tatuata, ha massacrato la moglie in un bar all’estrema periferia di Roma. Motivo? Vendicarsi: era stato buttato fuori di casa dopo che la sventurata aveva scoperto un suo tradimento.

Possiamo chiederci cosa sarebbe riuscito a ricamarci sopra il sostenitore dei killer della strada Lorenzo Quadri se solo l’uomo fosse stato un migrante musulmano quanto vomito avrebbero riversato nei commenti gli intellettuali che di solito popolano quell’apposito spazio. Possiamo, sì, ma le risposte le conosciamo già. Stupisce il silenzio però. Sarà perché il gentleman romano ha le stesse opinioni del loro amicone Mario Borghezio e di buona parte del loro elettorato, sarà perché come fai a prendertela con qualcuno che non sia almeno olivastro e islamico. Forse anche altri motivi che noi non riusciamo a capire.

Il ruolo della donna, in tutto questo, è sempre inesistente, un orpello, un dettaglio: una donna ammazzata da un fascista dovrebbe indignare, dovrebbe far venire la pelle d’oca, dovrebbe creare opinione e dibattito. Sempre. Non solo se l’assassino non ci piace, se si chiama Ahmed o se mangia il kebab. Questo distingue noi dai leghisti: noi ci indigniamo sempre, loro lo fanno per sport.

E per voti.

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