Swift… ed è subito bomba

Di

Soldi Petrolio ISISdi Werner

Da tempo politici ed esperti di terrorismo sostengono che per combattere efficacemente il terrorismo bisognerebbe bloccare le transazioni finanziarie effettuate dalle zone occupate dal sedicente stato islamico. Ebbene, a Raqqa, roccaforte dell’IS, una filiale della “Commercial Bank of Siria” continua ad operare indisturbata sul mercato bancario internazionale attraverso la banca centrale di Damasco e lo Swift-Server del Belgio.*

Come noto, il codice SWIFT (Wordwide Interbank Financial Telecommunication) viene utilizzato nei pagamenti internazionali da quasi tutte le banche del mondo per identificare la banca del beneficiario. La banca in questione, notoriamente collegata agli islamisti, figura sull’elenco delle sanzioni delle Nazioni Unite. L’organizzazione terroristica si alimenta grazie a un sistema di finanziamento altamente professionale che ha fruttato quasi due miliardi di dollari nel 2015. Lo documentano recenti studi del Congresso americano e dell’International Financial ActionTask Force. L’IS si autofinanzia attraverso la vendita di petrolio (fornisce peraltro grandi quantitativi al regime di Assad…), gas, tesori d’arte, espropri di fondi bancari e i proventi di sequestri di persone. Le Nazioni Unite e le Commissione europee competenti potrebbero in qualsiasi momento escludere le banche dell’IS dal sistema. Perché non lo fanno?

*dati ricavati da un’inchiesta del magazine politico “Kontraste” della emittente tedesca ARD

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