Zurigo, il mondo

Di Redazione

zurigodi Selene

Ci sono vite che si incrociano e che lasciano traccia. Parlano lingue diverse, ma ciascuna racconta una storia. E fanno la storia.

Crocevia di vite importanti è Zurigo, rifugio di molti nel secolo scorso. Passeggiando per le bellissime strade della città è facile scovare segni del passaggio di personaggi importanti. Una targa, un piccolo museo, una statua, una fondazione.

“IN DIESEM HAUS WURDE AM 5 FEBR. 1916 DAS CABARET VOLTAIRE ERÖFFNET UND DER DADAISMUS BEGRÜNDET” recita il tondo di marmo all’esterno del cabaret Voltaire, al numero 1 di Spiegelgasse. Qui il movimento culturale “anti” per eccellenza, il dadaismo, viene fondato cento anni fa da Hugo Ball, scrittore e regista teatrale tedesco e in questo storico locale – ora cafè stravagante e ricco di sorprese – si tenevano mostre d’arte, danze, letture, concerti.

Nel mese di febbraio sono cominciate la celebrazioni per il centenario della nascita del Dadaismo. Per ricordare i protagonisti di questo movimento, molti gli eventi in diverse parti della Svizzera. A Zurigo il programma è ricco di mostre, feste, spettacoli, sino all’autunno.

(https://www.zuerich.com/it/visitare/giubileo-dada-a-zurigo)

Interessante anche il programma al Monte Verità ad Ascona, che Hugo Ball frequentò definendolo il luogo abitato da gente che curava le ferite “con impacchi di farfalle”. Parte l’8 aprile il ciclo di incontri “Dada, Neodada e il Monte Verità” (http://www.monteverita.org/it/31/default.aspx?idEvent=344&archive=)

A pochi passi, al numero 14 della stessa Spiegelgasse, leggiamo ancora “HIER WOHNTE V. 21 FEBR. 1916 BIS 2. APRIL 1917 LENIN DER FÜHRER DES RUSSISCHEN REVOLUTION”. Lenin trascorre un anno d’esilio a Zurigo scrivendo e frequentando i circoli socialisti, nel vano tentativo di convincere i “compagni” svizzeri della necessità di una rivoluzione proletaria. Nel marzo 1917 ottiene il permesso di rientrare in Russia attraversando la Germania in un vagone piombato, con porta e finestrini sigillati fino a raggiungere Pietrogrado.

Se si sale lungo la Rämistrasse si giunge ad uno dei più prestigiosi istituti universitari d’Europa, l’ETH, il Politecnico federale di Zurigo. Qui, a 21 anni, il premio Nobel Albert Einstein consegue la laurea in fisica e matematica e al politecnico insegna fisica teorica e lavora in laboratorio.

Meno di cinque minuti di cammino conducono a Schönberggasse, una piccola strada discosta e silenziosa dove all’ombra di una quercia secolare, al n. 15, un delizioso palazzetto ospita il Thomas Mann Archiv (http://www.tma.ethz.ch). Si viene accolti in un piccolo appartamento, ordinato e silente. Una stanza ospita lo studio dello scrittore e tutto intorno libri, carte, manoscritti, fotografie, e il documento originale del conferimento del premio Nobel. Nonostante le richieste provenienti dalla Germania, la famiglia Mann decise che l’intero lascito dovesse rimanere in terra svizzera. La vita dello scrittore tedesco è fortemente legata alla città di Zurigo. A Küsnacht, piccolo paese sul lago a 10 km da Zurigo, Mann si stabilì negli anni 30. Una targa ricorda lo scrittore al numero 33 di Schiedhaldstrasse, “In diesem Haus lebte 1933-1938 THOMAS MANN und arbeitete an siener Tetralogie “Joseph und seine Brüder”. L’omaggio dei cittadini di Küsnacht allo scrittore è il Thomas Mann Weg, un dolce declivio che dall’abitazione conduce verso il lago. Thomas Mann riposa nel piccolo cimitero di Kilchberg, sul lato occidentale del lago di Zurigo: una tomba sobria di granito grezzo riporta il suo nome accanto a quello della moglie Katia. A terra, i suoi figli.

Torniamo in città per incontrare James Joyce che giunge la prima volta a Zurigo nel 1915.

Ai numeri 54 e 73 della Seefeldstrasse troviamo i due appartamenti in cui Joyce ha vissuto prima di muoversi verso Locarno nell’autunno del 1918. Al piano terra il primo, un piccolo appartamento buio e angusto. Luminoso e ampio il secondo, cinque stanze che la famiglia Joyce divide con un musicista e compositore. Vivere in questa strada permette a Joyce di avere sovente contatti con i suoi amici che ama incontrare al ristorante Kronenhalle, luogo ancor oggi famoso. L’atmosfera è quella di allora, sontuosi tendaggi sulle pareti in legno, preziosi quadri, sale eleganti e sobrie. La sua ultima visita al Kronenhalle avviene pochi giorni prima della sua morte, nel gennaio del 1941.

Spostandosi sull’altra sponda della Limmat, si percorre la celebre Bahnofstrasse sino alla deliziosa Augustinergasse: è qui che al numero 9 troviamo la fondazione James Joyce, in un antico palazzo che affaccia sul James Joyce Corner. Il luogo, all’apparenza disordinato, pieno di libri e di carte, disegna immediatamente la vitalità dello scrittore. Nella sala lettura una volta alla settimana si riuniscono giovani, studiosi o solo appassionati per dedicarsi alla lettura dell’Ulysses e di Finnegans Wake. C’è una bella atmosfera, vitale ed entusiasta, si percepiscono la forte personalità di Joyce e il grande legame che ha avuto con la città (http://www.joycefoundation.ch/site/).

Poco distante, sull’altro lato della Bahnofstrasse, in Pelikanstrasse 8 c’è il pub James Joyce, luogo dalla storia singolare. Quando negli anni ‘70 chiudeva a Dublino l’Hotel Jury, gli arredi del suo antico bar vittoriano furono acquistati da una banca svizzera e portati a Zurigo. E qui ricostruito esattamente com’era in memoria di Joyce, che lo immortalò nelle pagine del suo Ulisse. Anche qui un tavolo d’angolo è riservato per i gruppi di lettura che si riuniscono il giovedì sera (http://jamesjoyce.segmueller-collection.ch).

L’ultima tappa conduce nei pressi dello zoo, al capolinea del tram 6. In un angolo riparato dello stupendo cimitero (Friedhof Fluntern) sono sepolte le ceneri di Joyce, che nella città è morto il 13 gennaio 1941. Una bella statua lo ricorda: seduto con in una mano un libro e nell’altra il sigaro, gambe incrociate e sorriso ironico. A pochi passi la tomba di un altro forestiero illustre, Elias Canetti, che qui si è spento nel 1994.

 

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