A Zurigo nessun problema col burqa, da noi?

Di

burqadi Ulrike Blum

Ieri il Gran Consiglio del Canton Zurigo ha bocciato a maggioranza la proposta dell’Unione Democratica Federale, accompagnata da parte dell’UDC e un PPD, di inasprire il divieto a circolare con il burqa o il niqab.

Ciò che dovrebbe balzare all’occhio, soprattutto in Ticino, sono le motivazioni che hanno spinto la maggioranza del Gran Consiglio a rigettare questo provvedimento. Innanzitutto è stato fatto notare che se divieto di mascherare il volto deve esserci, ci finiscono di mezzo anche quelli che si mascherano a carnevale o per qualsiasi festa che preveda un mascheramento. Secondo, così facendo sarebbero considerati “dissimulazione del volto” anche occhiali da sole, caschi da moto o bicicletta, foulard delle signore anziane quando tira vento: Filippo Contarini l’ha detto allo sfinimento, fa piacere che almeno a Zurigo concordino.

Ma oltre il lato del mascheramento che si può o meno tirare per i capelli, ciò che fa riflettere è la motivazione meramente statistica. Eh sì, perché dai contrari è stato fatto notare che a Zurigo non ci sia tutto questo assembramento di donne col burqa o col niqab addosso, che non entrano nelle foto dei turisti e che non compromettono affatto il tessuto sociale zurighese.

E se è così in una metropoli, figurarsi da noi.

Ti potrebbero interessare: