Il Meglio di Facebook: Gobbi, come ti disinformo la popolazione…

Di Redazione

Migliori di FacebookGrazie al casellario giudiziale 33 richieste di permessi B e G sono state respinte… rappresentano ben il 17% delle domande con evidenze penali esaminate, una percentuale che il governo ritiene “significativa, a dimostrazione dell’efficacia della misura introdotta e di quanto essa permetta di perseguire gli obiettivi del DI in termini di sicurezza e di ordine pubblico.” Peccato che quelle 33 domande rappresentino solo lo 0,11% delle 27’698 richieste totali di permessi, e lo 0,18% delle 17’468 sono state esaminate dalla Sezione della popolazione.

Peccato anche che questo “risultato significativo” sia stato ottenuto anche con la richiesta del certificato dei carichi pendenti… poi abbandonata dal Ticino il 25 novembre 2015.

Ma l’apoteosi l’hanno raggiunta qui: “è ragionevole pensare che l’effetto dissuasivo (della richiesta del casellario giudiziale) sarebbe presente nell’evoluzione delle domande inoltrate per il rilascio di un permesso di dimora B”.

Da notare che la diminuzione della richieste dei permessi G e B viene attribuita:
– al franco forte, dalle associazioni economiche che ne approfittano per piangere miseria sulle condizioni difficilissime in cui operano (anche se fra la fine del 2014 e quella del 2015 i posti di lavoro sono aumentati);
– a una maggiore attenzione degli imprenditori alla manodopera locale, dagli altri funzionari del cantone, in particolare Stefano Rizzi nell’intervista sul CdT (anche se fra la fine del 2014 e del 2015 il numero di disoccupati ILO è aumentato);
– alla richiesta di casellario giudiziale… anche se il casellario giudiziale italiano non contiene tutte le condanne, neanche se a richiederlo sono i condannati stessi, quindi non è che sia un gran deterrente (http://www.canestrinilex.com/…/condanne-penali-fedina-pena…/).

Diciamo che come efficacia risultati/costi si è visto di meglio. A nessuno viene in mente di fare controlli sulle aziende che si insediano da noi? Magari far firmare una bella autocertificazione dove si impegna a rispettare salari svizzeri e condizioni dignitose per i lavoratori? Tanto per evitare che poi paghino 10,10 euro l’ora. O magari qualche controllino in più su società anonime e prestanome, visto che da anni gli inquirenti italiani e svizzeri lanciano l’allarme sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella attività economiche legali?

No eh, troppa burocrazia…

Gigia Porta

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