Noseda: “Un Sì alla Legge sull’EOC sarebbe un altro colpo al servizio pubblico”

Di Redazione

noseda giorgiodella Redazione

Sul Mattino di domenica scorsa, Attilio Bignasca ha tuonato contro chi si oppone alla modifica della Legge ospedaliera. Per entrare nel merito della questione, e capirla meglio, abbiamo raggiunto Giorgio Noseda. Il quale sul tema ha opinioni ben chiare.

Professor Noseda, come sta la sanità pubblica ticinese?

Io son stato relatore della Legge ospedaliera che ha creato l’EOC, che è stata approvata il 20 dicembre 1982. Con quella Legge, l’Ente ha inglobato tutti gli ospedali che prima erano fondazioni private, e da allora la sanità ticinese ha avuto un enorme progresso. L’EOC ha creato strutture talmente importanti e di eccellenza che adesso si propone perfino di fare una facoltà di scienze biomediche. Il fatto è questo, però: in Svizzera c’è un 20% di letti privati rispetto al totale, in Ticino questa percentuale è il doppio, siamo al 40%. Sembra chiaro come queste cliniche private si daranno da fare per aumentare ancora di più il loro potere. A Lugano nel raggio di un chilometro ci son tre istituti che fanno tutti le stesse cose: medicina, chirurgia, ortopedia… il vero problema della pianificazione ospedaliera è proprio questo: esubero di letti nel luganese rispetto alle altre regioni. Prendiamo l’esempio della terza macchina radiante creata alla Moncucco: basterebbero quelle a Bellinzona e all’Italiano, eppure alla Moncucco hanno avuto la terza nonostante l’opposizione del Consiglio di Stato. Il TRAM gliel’ha concessa grazie alla libertà di commercio: ecco come viene considerata la salute, dipendente dalla libertà di commercio. Questo non è bello.

Per Attilio Bignasca, citiamo dal Mattino, “il pericolo di privatizzare l’EOC è solo un chiodo fisso nella testa dei kompagni”. Alla vigilia delle votazioni del 5 giugno, cosa ne pensa?

Penso in primo luogo al progetto che hanno proposto nel luganese, cioè di trasferire i letti della ginecologia ostetricia dal Civico alla Clinica Sant’Anna, quindi una parte di letti persi dall’Ente. Bignasca può chiamarla come vuole, ma è una privatizzazione.

Il coordinatore della Lega dei Ticinesi afferma anche che con questa Legge si potrà definire meglio il contesto giuridico nel quale sviluppare collaborazioni tra pubblico e privato.

Non c’è n’è affatto bisogno, qui si vogliono creare delle SA: lo dicano chiaramente! Le collaborazioni tra pubblico e privato ci sono già adesso, e sono regolamentate sulla base di contratti fatti ad hoc, senza bisogno di una modifica di legge. Il motivo principale di questa legge in votazione, vi ripeto, è che si vogliono creare altre forme di partecipazione, mica sostenere quelle attuali.

Quali sarebbero le conseguenze di un Sì alla Legge sull’EOC?

Si farebbe un altro passo verso lo smantellamento del servizio pubblico. A Morbio chiudono l’ufficio postale e lo portano al Serfontana, a Mendrisio l’ufficio postale in centro è stato chiuso e bisogna andare a quello della stazione. All’EOC si vuol fare quello che si sta facendo la Posta, né più né meno.

Secondo lei perché ci sono partiti completamente schierati contro qualsiasi cosa sia pubblica?

Perché abbiamo vissuto le stagioni del reaganismo e del thatcherismo nelle quali si è continuato a dire che bisognava smantellare il servizio pubblico e che bisognava privatizzare tutto. Oggi non ci sono più Reagan e Thatcher ma il discorso, purtroppo, va avanti comunque.

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