Pace del lavoro: la grande truffa

Di

lavoratoridi Bruno Samaden

Ha ancora senso parlare di pace del lavoro nel 2016? Si direbbe di no, considerando la brutta piega che stanno prendendo la nostra economia e le condizioni dei salariati.

Prendiamo il diritto di sciopero: nella Costituzione, “sciopero e serrata sono leciti soltanto se si riferiscono ai rapporti di lavoro e non contrastano con impegni di preservare la pace del lavoro”. Insomma, lo sciopero viene concepito un po’ come il far sfogare il ragazzino irrequieto per poi rimetterlo a regime appena ha finito. Eppure, guarda caso, nei contratti collettivi, trova sempre spazio una clausola che prevede l’obbligo della pace: divieto di diritto sciopero, proteste, ingoiare amaro e starsene zitti, farsi dare quattro soldi e ringraziare pure, magari tenendo pure la testa china. In pratica, il diritto di sciopero viene riconosciuto al lavoratore solo se non mette in pericolo la pace del lavoro: metti il tuo striscione, to’, ma non rompere le palle più di quel tanto. No, non è l’Inghilterra di Dickens: è la Svizzera nel 2016.

Sciopero2 ScioperoIl fatto è che questo impianto poteva andar bene 20 o 30 anni fa, quando se volevi cambiare lavoro (per qualunque motivo) se ti licenziavi ne trovavi un altro subito dopo. Ora non è più così, viviamo una fase di grandi cambiamenti e pochi – anzi, quasi nessuno – sono stati a favore dei lavoratori. Viviamo in un contesto europeo dinamico e crudele, ma con regole svizzere: la situazione non è più sostenibile, soprattutto per la classe dei salariati che si è vista via via privare di quasi tutti i diritti.

Stiamo esagerando? Proprio per niente! Uno studio recente del World Economic Forum (The Global Competitiveness Report 2014-2015) ha stilato una classifica riguardo alla flessibilità nelle assunzioni e nei licenziamenti. Più si sta vicini a 1, vuol dire che è ostacolata dalle normative; più ci si avvicina a 7, dominano le decisioni dei datori di lavoro. Noi siamo primi a pari merito con Hong Kong, totalizzando un punteggio di 5,7. A mo’ di paragone, la Germania è 109°, la Francia 134°, l’Italia 141°.

In tutto questo i lavoratori svizzeri il santissimo diritto di fare uno sciopero fottendosene della pace sociale quando lo potranno avere?

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