Benzema vittima di razzismo? No, ha ricattato un compagno

Di

Benzemadi Jacopo Scarinci

Appunto perché il razzismo è una delle cose più odiose che possano albergare nell’essere umano, bisogna fare grande attenzione all’uso di questo termine. Se lanci un’accusa di razzismo, eh beh, quell’accusa deve essere motivata, avere delle basi. L’accusa di razzismo lanciata da Karim Benzema, attaccante del Real Madrid, verso il commissario tecnico francese Didier Deschamps e la Federazione tutta non sta né in cielo né in Terra. Ricapitoliamo.

Succede che Karim Benzema, mesi fa, è stato coinvolto in uno scandalo di video porno con di mezzo un bel ricatto e una tentata estorsione: la vittima di tutto ciò è Mathieu Valbuena, altro giocatore della nazionale francese. Benzema è stato il maldestro tramite tra chi è venuto in possesso del filmino hard e Valbuena, minacciandolo e ricattandolo. Questa bella storia, unita al semplice fatto che Benzema ha disputato un’annata sportiva non indimenticabile, ha portato Deschamps a non convocarlo per gli Europei iniziati ieri sera. La reazione di Benzema? Semplice: Deschamps è un razzista che ha ceduto alla parte nazionalista del Paese. Chi? Il Front National, mais oui bien sûr. E perché? Boh.

Deschamps non è un razzista e la Federazione francese non ha ceduto né a Le Pen né alla destra xenofoba: Benzema, attaccante francese di origine algerina, non è stato convocato semplicemente perché si è reso protagonista di uno scandalo schifoso, ha tradito un suo compagno e, nel Real Madrid campione d’Europa, è stato spesso e volentieri sostituito da Jesé, poco più che un ragazzetto. Insomma, se ieri sera il centravanti dei Bleus è stato Olivier Giroud non è perché ci sia del razzismo, ma perché per certa gente – sia dal punto di vista comportamentale, sia dal punto di vista sportivo – nella Nazionale non c’è spazio.

L’accusa di razzismo, inoltre, non sta in piedi neanche con un’impalcatura. Osserviamo i 23 convocati da Deschamps: tra questi, troviamo 11 calciatori di colore, uno nato alla Reunion, uno di origini marocchine, uno di origine polacca, uno con la nonna vietnamita e uno coi genitori catalani, che è pure capitano della selezione. Quindi, di che stiamo parlando?

Insomma, dove sia il razzismo di Deschamps, della Federazione francese, di chi influenza le loro scelte lo sa solo Benzema. Una volta era un gran bel giocatore e ora, vittima più che altro di sé stesso, è costretto a tirare in ballo la politica se non gioca più in Nazionale a causa – ripetiamo – di un ricatto per il quale andrà a processo. Un insulto bello e buono a tutte le vittime di razzismo, quello vero, nel mondo. Che pena, Karim.

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