Gli Statuto: da Torino, un amore di classe

musicadi Lucio Negri

Gli Statuto sono un gruppo ska di Torino che da trent’anni calca le scene alternative d’Italia, ha collezionato un’apparizione a Sanremo nel 1992 e diverse presenze anche in Ticino. Sono uno dei simboli della scena Mods torinese e italiana. Abbiamo raggiunto Giovanni Naska, storico batterista del gruppo,che ci ha concesso qualche minuto per una piacevole chiacchierata.

Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito per un’intervista. Non è comune proporre un’intervista ad un gruppo musicale che neanche sa chi siamo e dopo 20 minuti ricevere una risposta positiva.

Il piacere è tutto nostro. Essere disponibili vuol dire non mettere barriere tra noi e il nostro pubblico. Molti altri cantanti si atteggiano a star creando distanza tra loro e i fan, per noi il contatto con il pubblico è fondamentale.

Nelle vostre canzoni si parla spesso di tematiche sociali, prendendo anche posizioni chiare e di parte. Quanto pagate questa scelta?

Dire quello che si pensa porta solo vantaggi, chi non si sbilancia, non si espone, non da una figura vincente di se stessa. Abbiamo avuto dimostrazioni di rispetto, soprattutto nell’ambito delle tifoserie, dove siamo stati invitati a suonare anche in realtà schierate in modo del tutto diverso dalla nostra realtà torinese e granata.

Infatti, pensi Statuto, pensi Torino, una città che sta cambiando. Qual è il rapporto con questa Torino?

Il nome Statuto viene proprio da una piazza di Torino, Piazza Statuto, ritrovo da 30 anni del movimento MODS torinese, una realtà unica nel suo genere se non nel mondo, sicuramente in Europa. La città di Torino è sempre stata Fiat-dipendente da un secolo a questa parte. Ora Torino non è più quella città industriale degli anni Ottanta. Dopo le Olimpiadi del 2006 Torino ha puntato a far conoscere quelle cose belle che già prima esistevano, tra cultura e arte, puntando sul turismo. Non credo però che Torino possa risollevarsi solo con il turismo. Viviamo un momento buio in Italia: non c’è lavoro. In queste condizioni città in cui la produttività industriale è sempre stata trainante accusano il colpo, Torino in special modo.

Questa primavera è uscito il vostro nuovo album “Amore di classe”, che è stato definito un cd diverso dagli altri. Ce ne vuoi parlare un po’?

“Amore di classe” è un concept album, che sembra un’idea legata agli anni 70, ma ha invece una sua valenza anche nel 2016. Il disco racconta la storia di Adamo, giovane Mod, che si innamora di Eva, ragazza impegnata, ma cresciuta nell’alta borghesia torinese. Il loro amore è ostacolato dalla famiglia di lei, che non vuole che la figlia frequenti gente di una classe sociale meno abbiente. Ogni canzone è un capitolo di questa storia.

Una sorta di Romeo e Giulietta in chiave moderna.

In un certo senso sì. L’obiettivo era mettere in evidenza il tema della discriminazione di classe, sempre molto strisciante, ma che esiste più che mai. Qui a Torino è ancora geograficamente visibile questa visibilità, con la borghesia torinese sulle colline con le sue ville e in basso la classe meno abbiente (una volta operai), nei condomini. A livello musicale abbiamo collaborato con Max Casacci dei Subsonica e questo ci ha aiutato molto: pensavamo che un intervento esterno potesse esserci utile, con Max abbiamo lavorato molto sui pezzi, abbiamo rivisto dei passaggi, inserendo cose nuove che se avessimo inciso solo tra di noi non le avremo mai pensate. Rimane comunque un disco di stampo Statuto, con il nostro stile, ma con alcune sonorità nuove.

Le problematiche giovanili però sono anch’esse tematiche trattate nei vostri testi. Dopo oltre 30 anni di carriera riuscite ancora a parlare a un pubblico giovanile.

Siamo costantemente a contatto con la realtà Mods, che è un movimento che si rinnova in continuazione. Il nostro pubblico ha sempre avuto un bel ricambio e quindi rimaniamo in stretto contatto con la realtà giovanile. Anche noi comunque non siamo un gruppo rimasto fermo a 30 anni fa, non viviamo di nostalgia, se tra il nostro pubblico troviamo costantemente giovani è perché sappiamo esprimere un’energia innovativa.

Concludiamo con un tema di attualità, ma sempre inerente alle vostre tematiche preferite: il calcio, con un Europeo in pieno svolgimento.

Ma parliamo di Svizzera o Italia? Scherzi a parte, la Svizzera usciva da un Mondiale comunque disputato bene e da cui l’Italia usciva con le ossa rotte. Ora sembrano partite entrambe con il piede giusto, vedremo cosa succederà.

Sono tornati gli hooligans.

Questa è la dimostrazione che azioni come la fidelity card o la tessera del tifoso servono a poco, se non a nulla. Le decisioni che piovono dall’alto, soprattutto in un ambiente come quello delle tifoserie, non portano a nulla. Anche le minacce verso le federazioni calcistiche di esclusione da tornei internazionali non sono la soluzione. Le federazioni si occupano della squadra, non ha potere sui tifosi, il tifoso fa quello che vuole fare, federazione o meno. Poi si creano situazioni particolari dove l’adrenalina la fa da padrone. Risulta poi facile paragonare gli hooligans ai black block, mandandoli in pasto all’opinione pubblica in egual modo.

A quando un ritorno degli Statuto in Ticino?

Per ora non ci sono date in programma. Abbiamo buoni ricordi dei concerti a Mendrisio, del Primo maggio 2015 a Lugano e dell’ultima apparizione a Biasca. Speriamo che con l’avvento dell’autunno ci sia l’opportunità di tornare a suonare in Ticino.

Ti potrebbe interessare anche:

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud

Ti è piaciuto l'articolo? Supporta il GAS

Il pagamento avviene tramite PayPal: se vuoi utilizzare altri sistemi, visita la pagina AIUTA IL GAS. Puoi pagare con PayPal anche se non hai un account, segui le istruzioni sulla pagina di destinazione.

Motivo del pagamento: Donazione per il GAS

Importo da donare: Scorri per selezionare

1 10

Inserisci i tuoi dati

Inserisci il risultato (protezione anti-spam)

4 + 9 =

In attesa di collegamento a Paypal: alcuni browser potrebbero bloccare il popup; se non visualizzi la pagina di Paypal, consenti l'apertura dei PopUp per il nostro sito e aggiorna la pagina o ripeti il pagamento.
Validating payment information...
Waiting for PayPal...