Lisa Bosia: “Una Sartori non fa primavera. Tutt’al più un pollaio”

Di Redazione

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Del becero commento della Consigliera comunale leghista Adriana Sartori ci siamo occupati ieri. Si sono create belle discussioni, un bel sussulto di umanità di fronte al razzismo sempre più dilagante. Per completare il quadro abbiamo fatto una chiacchierata con la Gran Consigliera Lisa Bosia Mirra.

Sei appena stata a Idomeni e Lampedusa, hai visto l’inferno dell’umanità, la sofferenza. Sei tornata e hai trovato questo commento, che sensazioni provi?

Tristezza e incredulità. Tristezza perché questo commento dimostra come il processo di disumanizzazione del profugo, dello straniero sia ormai completo. Per un numero non trascurabile di persone sono “altro da noi” al punto che non si preoccupano delle loro vite ma delle possibili contaminazioni del cibo che si mettono nel piatto. E avendo guardato negli occhi quelle vite fa male. Incredulità perché per quanto abbia a che fare con questo fenomeno da anni, e l’abbia più volte denunciato, non smetto di stupirmi di quanto ci si sia spinti in là.

Perché secondo te molta gente arriva a questi livelli di cattiveria gratuita? Da cosa nascono questo rancore, questo cinismo?

Vent’anni di politica fatta sull’odio per lo straniero hanno lasciato il segno. Il richiedente asilo è stato stereotipato e stigmatizzato dalla Lega dei Ticinesi e dall’UDC in modo continuo e martellante in tutti questi anni. Le persone non distinguono più cosa sia vero e cosa no. Si prende per buono quello che viene scritto sul Mattino della Domenica senza verificare le notizie, e per finire l’altro perde le sue qualità umane. Non è più un padre, un figlio ma un richiedente asilo, quindi per definizione un delinquente.

Boris Bignasca ha scritto, riferendosi alla Sartori, che “certi pseudo leghisti non dovrebbero avere spazio su Facebook”. Eppure pensando a Robbiani e le cose dette sulla Micocci non è la prima volta che eletti della Lega si lasciano andare a cose del genere. È un problema di Facebook o di cultura politica?

Entrambe le cose. Il Mattino della Domenica esiste da prima della diffusione capillare di Facebook o di altri social e ha condotto questa operazione di disumanizzazione intenzionalmente e con piena coscienza che andando ad attivare le paure delle persone avrebbe avuto un ritorno in termini elettorali. I social media amplificano questi fenomeni dandogli maggiore diffusione. Ma il problema non sono i social, bensì quello che c’è nella testa della gente. Posso aggiungere un’altra cosa?

Ma certo!

Grazie, siete gentili. Questo gioco è pericoloso e stupido. Pericoloso perché polarizza la società su una questione tutto sommato marginale, i richiedenti asilo sono infatti all’incirca l’1% della popolazione. Meno della metà dei malati di Alzheimer, tanto per fare un paragone. E stupido perché oggi, di fronte alle famiglie che scappano dal disastro siriano, dalla violenza dell’Isis e dai bombardamenti di Bashar Al Assad, l’equazione “richiedente asilo = delinquente” è semplicemente ridicola.

Come vedi il futuro?

Sono ottimista perché ci sono tante persone che hanno iniziato a scrivere, a indignarsi, a fare esperienza quotidiana dei benefici e del piacere che la solidarietà e l’incontro producono. Confido che una Sartori non faccia primavera, tutt’al più un pollaio.

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