Dai, lo fa apposta

quadri 1di Ulrike Blum

Dai, è chiaro. Lo fa apposta. Le mozioni che Lorenzo Quadri scrive nei dieci minuti che passa a Berna non hanno lo scopo concreto di migliorare la situazione del nostro cantone, sono volutamente talmente assurde da farsele bocciare in serie dal Consiglio federale per poi massacrare la domenica dopo i “bambela” sul Mattino.

Questa volta a essere rispedita al mittente è la proposta di istituire una tassa d’entrata per i frontalieri, con tanto di riassunto del concetto di “trattato internazionale” all’assenteista Consigliere nazionale: i costi generati dai frontalieri se li smazzano i due Stati coinvolti. Mancava uno “Studia!” a rendere più completo il tutto, ma tant’è, in fondo li capisco quei sette ogni volta che arriva una mozione e vedono chi l’ha scritta. L’attività parlamentare leghista, che si tratti di Bellinzona o Berna poco cambia, ha lo stesso obiettivo: proporre roba cui non credono neanche loro, farsela bocciare, massacrare chi te la boccia. Non ce lo si spiega altrimenti, perché non si parla più di idee politiche, progetti, finalità: si parla di niente. Il niente delle interrogazioni di Robbiani, il niente delle proposte di Quadri, il vuoto torricelliano leghista che negli ultimi tempi è riuscito a essere messo da parte solo per tassa sul sacco, tassa di collegamento e un Consigliere di Stato sedicente “Mister Radar”, con la buonanima del Nano che si rivolta nella tomba.

Nato come movimento contro il potere, la Lega adesso è essa stessa il potere, ha bisogno di mantenerlo, e il modo più comodo di farlo è esattamente questo. Il fatto però è che la fattura dei loro stipendi e dei costi delle risposte al limite dell’esasperato alle loro proposte è saldata da noi cittadini. E saremmo anche un po’ stufi.

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