E gli credono pure. Populisti for dummies

Populistidi Jacopo Scarinci

Santiddio Albione, cosa stai combinando agli elettori che hanno creduto a due ciarlatani di prim’ordine rivelatisi, come da facile pronostico, apprendisti stregoni da risottata invece che nuovi Churchill?

Boris Johnson, l’uomo che più di tutti ha spinto i sudditi di Sua Maestà fuori dall’UE, da demiurgo della nuova Europa è finito a farsi fregare e accoltellare alle spalle dal suo grigissimo compagno di merende Micheal Gove, usato come un ariete dalla moglie columnist del Daily Mail che no, BoJo non può proprio vederlo. Stando ai ben informati, quel ribaldo di Gove è andato da Johnson a dirgli che lo avrebbe appoggiato solo se l’avesse nominato capogruppo dei Tories, cancelliere dello scacchiere e responsabile delle trattative con l’UE. La risposta del biondo Boris è stata qualcosa di riassumibile con “fuck you” e Gove si è candidato fregandolo alla grande e tacciandolo di pericolo per la nazione – oh dear. “Dovevo pensarci prima”, ha confidato quell’imbonitore che si credeva Primo ministro ma è finito trattato come l’ultimo dei pirla. Quanto è stancante la tiritera del popolo sovrano che decide quando, immancabilmente, i rappresentanti che sceglie sono di questa risma.

Nigel Farage – altro piromane di quelli bravi – si è dimesso ieri da leader del suo partito indipendentista. Non ha più niente da chiedere alla politica dopo la Brexit – dice. Insomma: se la smazzino gli altri, chissenefrega se questo incendio l’ho appiccato io, se le strepitose balle come le valanghe di sterline per il servizio sanitario le abbiamo dette io e Boris, se chi mi ha votato si aspettava qualcosa da me. E il popolo? “I don’t know why you say goodbye, I say hello” cantavano i Beatles. Le sue amate birrerie del Kent saranno senza dubbio felici ora che avrà più tempo libero, chi gli ha dato fiducia chissà.

Va bene tutto, uno può essere ingenuo e candido quanto vuole, però non è in fondo difficile da capire: gli eurocrati, Bruxelles e le élites hanno, condivisibile come che no, un progetto chiaro e conosciuto a tutti. Chi vive di “vaffanculo”, di “no”, di voti di pancia ha spiccate doti di propaganda, tanto fiato nei polmoni e forza nello spacciare come propria inventiva le paure della gente, senza dubbio. Epperò progetti zero. Idee nessuna. Programmi, oltre il consueto arrivismo personale nutrito da chi alle loro cazzate ci crede, zero. È successo con Boris Johnson e Nigel Farage, come accade regolarmente con i grillini in Italia o con l’UDC: immensi proclami contro l’Europa, onestà-tà-tà, uno vale uno, quattro sciocchezze contro la casta o gli stranieri e si viene eletti. Poi? Poi Beppe Grillo e il fantomatico direttorio grillino commissariano la neo sindaca – al femminile, sembra ci tenga – di Roma impedendole di far la Giunta comunale che vorrebbe e di fatto paralizzandola, Blocher e figlia litigano a mezzo stampa una domenica sì e una no su come attuare il 9 febbraio, l’UDC cambia idea ogni minuto perché non ha la minima idea di che pesci pigliare.

Prendono il voto degli incazzati si dirà, di gente che poi se ne sbatte se quanto blaterato in campagna elettorale viene fatto o meno. Limpido, cristallino. Ma grazie al loro voto e alla manifesta incapacità di chi eleggono, comprovata e mica pregiudiziale – i fatti sono i peggiori nemici di chi sfoga la propria rabbia votando e, va da sé, sui social network –, aumentano solo la confusione. A questi elettori non piacciono le élites che dominano il mondo? Benone, si scelgano campioni un po’ più credibili. È così impossibile trovare un’alternativa che non sia composta da vulcanici clown à la Johnson, miliardari à la Blocher o da chi fa firmare ai propri eletti contratti con tanto di penali, more solito del Movimento 5 Stelle?

Parrebbe di sì. Amen.

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Commenti da Facebook

  • E basta con sto grillo, ha bloccato la Raggi perché stava per mettere in giunta un amico di Alemanno. Jacopo, se la prenda con chi fornisce il lasciapassare a certi personaggi (Raggi), non con chi li blocca (Grillo).
    È un po’ stucchevole questo seguitare a prendersela con Grillo a prescindere… non credo affatto sia lui il problema principale dell’Italia e dell’Europa.

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