Non é colpa tua

 


bambino al computer

di Carol Bernasconi

Quando ero una bambina i miei genitori mi dicevano sempre di non accettare caramelle dagli sconosciuti: perché le cose brutte accadevano già, forse con meno frequenza o forse soltanto perché le notizie giravano meno in fretta di ora.

Certo, la tecnologia si è evoluta e i metodi per adescare poveri bambini e ragazzi pure. Inostri ragazzi hanno accesso ad un mondo virtuale che “ai nostri tempi” era solo un sogno fantasioso e nulla più. A Natale e al compleanno noi chiedevamo il walkman, loro chiedono console sempre più all’avanguardia con la possibilità di collegarsi online con amici o con perfetti sconosciuti. E i rischi aumentano. Nello stesso tempo però aumenta anche la controinformazione , le regole d’oro sull’uso dei social network , dei giochi online o delle chat.

Perciò dovremmo dormire sonni tranquilli mentre i nostri figli giocano, sono in giro con gli amici, chattano con quelli che credi suoi compagni , tornano a casa da scuola o dall’allenamento.

Invece no, non dormi tranquillo, dormi con un occhio aperto e un pensiero fisso in un angolino della tua mente. Poi leggi notizie che ti fanno rabbrividire e accapponare la pelle, ma tu ti senti un buon genitore perché hai spiegato a tuo figlio i rischi , tutti i rischi. Ne avete parlato a quattr’occhi durante serate intere, gli hai mandato articoli da leggere un giorno si e un giorno no, lo hai portato a conferenze sul tema.

Hai fatto tutto il possibile, tuo figlio è informato e te lo fa capire (magari sbuffando e dandoti della mamma rompiscatole). Lo metti in guardia, ma non puoi nemmeno impedirgli di vivere la sua vita soffocandolo con il tuo panico, anche se faresti di tutto per proteggerlo.

Poi un giorno tuo figlio tarda a tornare a casa. Lo aspetti per un po’, si sarà fermato a chiacchierare con gli amici. Allora aspetti, poi aspetti ancora un po’. Gli mandi un messaggio. Lo chiami. Niente. Non oso immaginare come possa sentirsi un genitore in questa situazione, momenti terribili che nessuno vorrebbe vivere mai. Il senso di colpa che ti prende il cuore e non ti lascerà mai più.

Non importa come finirà, cosa succederà dopo, che epilogo avrà quella che non può essere chiamata che tragedia. Tu ti darai la colpa per tutta la vita. E forse lo farà anche la società. Ma come? Si sa benissimo che al giorno d’oggi queste cose succedono, dovevano saperlo anche loro! Io al suo posto avrei fatto diversamente.

Io mi auguro invece di non essere mai al posto di uno di questi disperati genitori, che hanno già la loro tragedia da vivere senza doverci mettere anche il carico dei giudizi degli altri.

Metti al mondo un figlio, lo cresci, lo educhi, gli dai tutto l’amore possibile. Sbagli ne fai in continuazione, ma fai sempre del tuo meglio. Ad un certo punto però lo devi mandare nel mondo e provare a farlo camminare con le sue gambe, sperando che quello che gli hai trasmesso, insegnato e passato sia servito e servirà a proteggerlo.

Ma il mondo non è fatto solo di belle persone dal cuore buono e generoso. Il mondo è fatto anche di persone cattive, mascherate da agnellini. Parenti, insegnanti, istruttori, allenatori, preti,il vicino di casa…tutte persone che sembrano degne della tua fiducia.

Ma non è colpa tua, mamma, non è colpa tua, papà, se un giorno dovrai vivere i giorni più brutti della tua vita, perché non sei riuscito a proteggere quello che sarà sempre il tuo bambino, il tuo tesoro più grande.

La vita può essere la più grande delle avventure, o la più terribile. Ti può far camminare sulle nuvole o sopra i carboni ardenti. Ti può lasciare il cuore leggero e felice per anni, per poi spezzartelo in mille pezzi dall’oggi al domani.

A te, mamma  o papà che in questo momento stai vivendo quello che nessuno vorrebbe vivere mai, a te ragazzo innocente al quale hanno rovinato la vita, il mio abbraccio più grande. Non è colpa tua.

 

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