Come fare il vero mojito

Di Redazione

cucina e consumidi Olaf

Tempo d’estate, tempo di cocktail, bevande che, sia detto subito, dovrebbero servire per rinfrescare, non per sballare: per cui attenti con l’alcool.

Tra quelli più in voga vi è senza dubbio il mojito, anche per la sua facilità di preparazione. Purtroppo, però, difficilmente nei nostri bar troverete quello originale, ma un beverone che più o meno gli assomiglia.

Il vero mojito cubano, portato al successo da Ernest Hemingway – dicono sia stato inventato all’Havana, alla Bodeguita del medio, locale dove ancor oggi se volete farvi fregare potete provarlo (è caro per gli standard cubani, e non è buono) – si fa così.

In un bicchiere da cocktail alto versate un paio di cucchiaini di zucchero di canna bianco. Versategli sopra il succo di mezzo lime (circa 2,5 centilitri, dunque uno al massimo), rimestate lievemente e poi aggiungete un paio di rametti di yerba buena, che è la variante cubana della nostra menta (una decina di foglioline circa). Pestate il tutto, facendo attenzione a non rompere la yerba buena (oltre a rischiare di trovarvi in bocca o nella cannuccia fastidiosi pezzettini di foglia, il rametto spezzato può dare un leggero ma comunque spiacevole retrogusto amaro), poi aggiungete selz (in mancanza, va bene anche l’acqua gassata), il rum rigorosamente bianco e rigorosamente cubano e invecchiato di almeno tre anni – le proporzioni indicative sono un terzo di rum e due terzi di acqua – e dei cubetti di ghiaccio. Mescolate senza disfare (i sapori di soda, menta e lime devono amalgamarsi delicatamente con quello del rum), et voilà.

Gli errori più comuni e assolutamente da non fare? Usare zucchero di canna grezzo e scuro al posto di quello bianco e semiraffinato, il limone al posto del lime, dei pezzi o delle fette di lime al posto o in aggiunta al succo, della gassosa al posto dell’acqua o del selz e, soprattutto, tritare il ghiaccio come fosse un daiquiri o una granita, ché il mojito non è né l’uno né l’altro. Altro errore comune è quello di sovradosare il rum: il mojito, lo ripetiamo, è una bevanda pensata per rinfrescarsi dall’arsura dei tropici, non per sballare.

Vista la difficoltà a trovarla da noi, al posto della yerba buena è ammesso ovviamente l’uso della menta.

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