Firme contro la LIA di Zali

Di

Zali Claudiodi Corrado Mordasini

La splendida legge di Zali, quella che dovrebbe risolvere i problemi del cantone non solo è invisa dagli artigiani, ma è stata addirittura istituita una raccolta di firme per farla stralciare. Dunque, nemmeno coloro che a sentire la Lega dovrebbero beneficiare dei vantaggi della LIA ne vogliono sapere.

Noi di GAS ne abbiamo parlato diffusamente in più di un articolo (leggi qui, e qui).

“Condivisibile e encomiabile è lo scopo della LIA, ma crea concorrenza sleale perché offre a tutti la stessa prestazione (tra l’altro obbligatoria), a un prezzo uguale, ma a un costo diverso”. Dichiara il carpentiere Andrea Gianola, promotore e tra i firmatari della petizione che chiedono l’abolizione della LIA. Gianola fa notare una verità lampante e molto poco sociale: la ditta che ha un operaio paga come chi ne ha 10. Gianola è chiaro e lampante, anche se non vuole addossare colpe a nessuno, credendo nella buona fede dei parlamentari che hanno votato la legge.

“Non riesco a trovare tra le mie conoscenze un artigiano che vuole l’introduzione dell’albo artigiani LIA, ma 89 deputati su 90 l’hanno votato. Io credo siano in buona fede e convinti di aiutarci, ma se nessuno del 26,6 % delle aziende con meno di 10 operai non esprime la propria contrarietà, non si potrà cambiare nulla”.

E da qui è nata l’iniziativa di costituire una pagina facebook con una raccolta di firme, https://www.facebook.com/sostieni.leconomia/?fref=ts. Volete essere partecipi dell’abolizione della tassa? Scrivete, firmate e postate a nome della vostra ditta. Se davvero vogliamo che sia il popolo a decidere, beh, più chiaro di così…

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