Ogni ragazzo ha i suoi tempi, anche al liceo

Di

Adolescente ragazzodi Carol Bernasconi

Ci ho provato a farmi piacere la nuova regola del liceo che il DECS metterà in pratica all’inizio del nuovo anno scolastico. La mia parte razionale si è detta che è giusta, che molti ragazzi usano il liceo perché alla fine delle Scuole medie non sanno cosa fare del loro futuro e quindi preferiscono non chiudersi subito tutte le porte. Poi però sono tornata molto indietro nel tempo e mi sono ricordata che anch’io, ragazzina quindicenne, ho frequentato il liceo perché non avevo la più pallida idea di quello che avrei voluto fare da grande.

E il liceo l’ho pure bocciato, in prima, e ho rischiato di ribocciare sempre la prima passando invece per il rotto della cuffia e solo perché alcuni docenti forse hanno intravisto in me potenzialità che io ancora non vedevo. Nemmeno finito il liceo sapevo ancora che strada intraprendere, e così sono andata a fare la ragazza alla pari per un anno. Alla fine ho trovato la mia storia, ma è stato un percorso più lungo che per altri ragazzi. Ma questo non significa che io non dovessi avere le loro stesse possibilità.

Le bocciature (o rallentamenti, come si chiamano più elegantemente ora, ma sempre bocciature restano) generano costi: è vero. Mi è capitato più di una volta sentire genitori che avevano chiesto che i loro figli ripetessero la classe e che si sono sentiti rispondere che bocciare costa troppo al Cantone. Bocciare costa sicuramente, ma impedire a un ragazzo di riuscire nella sua strada seguendo il suo percorso e il suo ritmo ha costi molto più elevati secondo me, che non si contano in soldi ma in altri valori.

Avremo “La scuola che verrà”, basata sul ritmo e le potenzialità del ragazzo e dall’altra parte un liceo che ammette una sola bocciatura, che ti accetta cioè solo se sei abbastanza brillante da riuscire bene. Ho due figli. Il maggiore ha 14 anni, inizia a settembre la quarta media e ha le idee ancora abbastanza confuse sul suo futuro. Le sue aspirazioni passano dal parrucchiere, al tatuatore, al pasticciere , all’insegnante di scienze. Tra pochi mesi dovrà fare una scelta, a scuola riesce abbastanza bene e se sarà ancora confuso probabilmente anch’io come mamma gli consiglierò di provare con il liceo. Oppure nel frattempo avrà capito quale sarà la sua strada e seguirà quella, apprendistato o studio che sia. Se sarà liceo, vivrà comunque con quella leggera ansia da “una sola bocciatura”. Chi ripeterà per la seconda volta e avrà genitori che potranno permetterselo, finirà il liceo in una scuola privata e così addio al merito.

Ho un altro figlio e ha solo 6 anni. Ha finito la prima elementare con molta fatica. Non perché gli manchi l’intelligenza, anzi: è un bambino sveglio, sotto alcuni punti di vista brillante, ma per altri aspetti ha grosse difficoltà. Essendo un bambino Adhd per lui alcune sfaccettature della scuola sono un vero peso e con mio marito abbiamo messo in preventivo delle bocciature nella sua carriera scolastica (ovviamente speriamo di no, ma siamo molto realisti). Troppe consegne, verifiche troppo dettagliate, tempi stretti sono per lui grossi ostacoli che più andrà avanti con le classi e più lo metteranno in difficoltà. Eppure non gli mancano le competenze o le capacità. Ha solo bisogno di insegnanti che lo capiscano e lo aiutino nel suo percorso, ha bisogno di essere supportato e soprattutto ha bisogno del suo tempo. Non ha la fortuna di altri ragazzi, ma ha altre qualità. E sapere che la sua strada potrebbe essere ostacolata per questa nuova regola non ci rende felici come genitori. Perché ha gli stessi diritti degli altri ragazzi.

Mi chiedo se su questo si sia riflettuto.

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