Destra, sinistra… in mezzo una porta!

Di Sara Beretta Piccoli

“Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra” cantava Giorgio Gaber.

Me lo sono chiesta spesso negli ultimi tempi, in questo mondo che sta cambiando così velocemente, tanto da non poter neppure fermarsi a riflettere sui singoli avvenimenti quotidiani, politici e non. Ma forse la domanda è sbagliata: non importa se i manifestanti di Chiasso (alcuni tra l’altro appositamente sopraggiunti alla manifestazione, come hooligans dopo una partita di calcio) fossero di destra o di sinistra, quello che non va, o meglio non è andato, è il non rispetto delle leggi di un paese democratico come la Svizzera, che hanno sempre tenuto in considerazione primariamente il bene del cittadino.

La vita, la morte, quell'”essere o non essere” su cui molti filosofi si sono chinati, sembra ora confondersi o perdersi tra la frenesia del vivere quotidiano, e l’ informazione a 360° gradi, che però poi ti fa perdere il senso delle cose, del presente, della persona, dei sentimenti, della pace e della gioia di vivere.

Sembra che siano tutti arrabbiati con tutti, che nulla funzioni come deve funzionare, che lo stato abbia colpa di tutto, che i politici non capiscano o non servano a nulla, in uno spaventoso crescendo di disumanizzazione… Questo è il sentimento, o forse lo smarrimento collettivo, di una popolazione, non solo la nostra, che sta andando alla deriva! Ma cosa sta succedendo?

Nessuno forse osa dirlo, ma ormai siamo in guerra, (in vent’anni di lotta al terrorismo ci sono stati 200.000 morti), ed è una guerra la cui componente militare è secondaria, perché se in passato la guerra era al fronte, magari tra due Stati ben definiti, ora, come detto dal professor Giovanni Sartori “la guerra che ci casca addosso, si vince o si perde in casa. Si vince se sapremo reagire allo spopolamento intellettuale e morale nel quale versiamo. E si perde se dubitiamo dei nostri valori e della nostra civiltà etico-politica.”

Piaccia o meno, la Svizzera ha un confine, come la nostra casa ha una porta… Vogliamo lasciare tutto aperto? Fondamentale sarà agire con responsabilità, mettendo in conto le conseguenze delle nostre azioni.

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