Di Pozzo Polenta ne abbiamo già vissuto uno

Di Jessica Bottinelli

Grande classico ticinesismo, vedere la pagliuzza nell’occhio altrui senza accorgersi della trave nel proprio.

Beh, in questo caso mi vien da dire che nell’occhio i locarnesi dell’UDC e Montagna Viva avessero un bosco intero! Eh già, perché dopo il grave caso di inquinamento di Cugnasco-Gerra, Lavertezzo e del quartiere Gerre di Sotto a Locarno chiaramente è inutile interrogarsi sul perché e il percome dello stesso. Molto meglio far polemicuccia sulla provenienza dell’acqua distribuita alla popolazione. Come noi tutti sappiamo, è proprio lamentandoci sterilmente che si risolvono i problemi dell’umanità!

Per fortuna che ora l’acqua è tornata potabile e ci sono state interessanti testimonianze della popolazione resasi conto dell’importanza della stessa. Video divertenti mostrano come gli abitanti si siano ingegnati a docciarsi direttamente con le bottiglie incriminate. Da parte dei grandi teorizzatori ci si aspettano ora misure concrete, proposte e volontà di messa in sicurezza dei vari pozzi. Di Pozzo Polenta ne abbiamo già vissuto uno in Ticino, grave caso di inquinamento da idrocarburi rimasto senza colpevoli ma solo vinti. Speriamo che nel Locarnese oltre a discutere della marca e delle bollicine dell’acqua distribuita agli abitanti si decidano in futuro delle misure più severe per la messa in sicurezza delle varie fonti.

La lezione che ne dobbiamo trarre è che sia acqua che fa fare plin plin o sia Levissima è preziosa e indispensabile. Non dimentichiamolo, soprattutto quando in noi si risveglia l’istinto di pubblicare fregnacce su Facebook.

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