E chissenefrega del dumping

Di Bruno Samaden

In Ticino funziona così, lo slogan passa mentre invece le iniziative che vanno dritte al nocciolo del problema vengono respinte.

L’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino” è stata affossata e la cosa fa anche abbastanza ridere, visto che il popolo nello stesso giorno ha bocciato il potenziamento dell’Ispettorato del lavoro, la protezione dei salari, il rilevamento statistico del fenomeno del dumping per approvare, invece, una réclame pubblicitaria chiamata “Prima i nostri” ma vuota di contenuto, progettualità e con obiettivi irraggiungibili perché, appunto, non parla minimamente di salari.

Favorevoli all’iniziativa o al controprogetto, siamo stati comunque messi davanti a una verità incontestabile: la grande parte di questo cantone che ha votato lo slogan democentrista, se ne è strafregata di prendere in considerazione l’idea di controllarlo davvero questo nostro mercato del lavoro, di dedicare le giuste risorse agli ispettori, di controllare i salari sempre più in calo.

Ed è questo, in definitiva, il riassunto delle votazioni cantonali di oggi. Un riassunto che spiega appieno perché la Lega faccia incetta di voti: finché c’è da urlare tutti bravi, quando c’è da agire, beh, scende la nebbia.

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