Il cibo si cucina, non si stampa!

Che la cucina inglese – quella anglosassone in generale – non goda di buona fama è cosa risaputa. Spesso a torto – piatti come il roastbeef, i cake e altri ancora sono lì a dimostrarlo; poi ogni tanto arrivano notizie che fanno dubitare anche chi, come il sottoscritto, tende a guardare con estrema indulgenza le abitudini e le usanze alimentari degli altri popoli (il mitico montone bollito in salsa di menta e lo haggis, un insaccato di interiora di pecora macinate con spezie e odori vari bollite nello stomaco dell’animale per ore, li trovo piuttosto rivoltanti, ma se piacciono a loro…).

Colpevole come spesso accade è Londra, capitale non solo politico-amministrativa del regno ma anche di tutte quelle tendenze modaiole che poco hanno a che fare con la gastronomia ma molto col fatto di essere trendy. Così dai siti di tutto il mondo scopriamo che ha debuttato FoodInk, il primo ristorante al mondo in cui tutto è realizzato con stampanti 3D. Proprio tutto: non solo arredamento, posate, utensili e vettovaglie di ogni forma, foggia e colore, ma pure il cibo, che (leggiamo) viene impastato, spremuto da una specie di imbuto con un ago stile glassa sulla torta (siamo dunque allo stato di creme o mousse) e infine, appunto, stampato sui piatti. Per dargli struttura, densità e stabilità vengono aggiunti ingredienti della cucina molecolare.

“FoodInk è un’esperienza gourmet unica in cui tutto il cibo, tutti gli utensili e tutti i mobili sono completamente prodotti in stampa 3D in uno spazio futuristico coinvolgente” si legge sul sito ufficiale. Si servono “cene pop-up concettuali in cui la buona cucina incontra l’arte, la filosofia e le tecnologie di domani”.

Non poteva evidentemente mancare l’evento lancio curato da alcuni “star chef” (9 portate al modico prezzo di 250 sterline a testa) e un tour mondiale di presentazione.

Da evitare, assolutamente! Saremo tradizionalisti, fors’anche retrogradi, ma se l’uomo per qualche migliaio di anni il cibo se lo è cucinato, e non stampato, qualche ragione ci sarà.

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Commenti da Facebook

  • Giorgio

    “…ma se l’uomo per qualche migliaio di anni il cibo se lo è cucinato, e non stampato, qualche ragione ci sarà.”
    Forse perché le stampanti dell’epoca non erano adatte?

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