LAC, ecco perché è stata scelta Pesenti

Di Collettivo Giuseppe Z.

Cerchiamo di togliere gli occhiali del socialista imbufalito e mettiamo quelli dello spettatore allo stadio: la proposta di candidare Pesenti da parte della Lega è poesia politica. È stato un gesto comunicativo strategicamente perfetto. Hanno comunicato questo: “sacrifichiamo un leghista, mettiamo qualcuno di un altro partito, vedete come siamo ecumenici e sappiamo andare oltre gli steccati?”. Hanno fatto fuori i liberali, con un messaggio molto astuto: “non siete le uniche persone competenti di questa città, guardate che molossi che vi mettiamo”. Punto.

Rimettiamoci gli occhiali socialisti. La Pesenti??? Sacro agnello del revanchismo PST contro la baldanza interna del PSA, era stata disarcionata malamente da metà PS luganese alcuni anni fa nella storica tornata municipale in cui la Lega si prese il sindacato. Tanto fecero, tanto brigarono, che la Patty (ci dicono che i suoi spin doctor stavano allora al CdT) si fece da parte. Con il dente avvelenato?

Questa non è storia recente, è storia passata. Ma allora com’è possibile che i socialisti siano stati sbertucciati dai leghisti proprio con il loro passato?

Togliamoci di nuovo gli occhiali socialisti e guardiamo la realtà. Chi veramente è stato sbertucciato non sono i socialisti. Sono solo i socialisti a pensarlo, perché sono abituati a pensare in modo leggermente socialista-centrico. Ma i rapporti di forza sono diversi. I fregati sono i liberali, che per la prima volta scoprono che non sono loro (né la loggia?) a decidere chi comanda in città.

La Lega nasce per massacrare il PLR, non dobbiamo dimenticarcelo. Nasce con l’aiuto, anche, di alcuni socialisti. L’obiettivo era prendersi sì il cantone, ma soprattutto era prendersi Lugano. E improvvisamente, dopo 40 anni, i liberali si sono svegliati e hanno scoperto che no, non era un incubo: la Lega li ha sbertucciati veramente anche in riva al Ceresio! Non decidono più un bel niente, “addio Lugano bella”.

In realtà, però, i liberali se ne sono accorti anni fa di questo andamento ubriaco. E sono stati abili, facendo un lavoro in prospettiva: oggi il loro capogruppo in GC Farinelli ha 34 anni. Il loro vicepresidente Pini, presidente mancato per 5 voti, ha 32 anni. Il municipale di Lugano Bertini ha fatto 60’000 voti per il governo (che solo in un momento di plebiscito leghista, che ha dato i voti a Zali senza che avesse mai fatto politica, è potuto rimanere fuori dal CdS) ha 31 anni. Il loro Consigliere di Stato Vitta ha 44 anni. E, apriti cielo, non sono figli di papà!

Possiamo quindi dire così: i liberali di Lugano sulla questione LAC sono stati sì sbertucciati dalla Lega, ma non per colpe culturali del PLR attuale, quanto piuttosto per la loro Storia. Si chiamava Masoni, ebbene sì. Franco Masoni, Villalta. Marina Masoni, Wegelin. Il PS giocava con Giovanna Masoni, incurante di capire cosa stava succedendo in casa leghista? Non lo sappiamo, sappiamo che a vederla da fuori sembra così, e così sono stati uccellati da altri socialisti in fini giochi strategici. E la colpa non sta necessariamente nell’uccellatore… Il cecchino leghista non poteva che intervenire, d’altronde sono la maggioranza, e (i colonnelli) sanno fare politica. Bisognava prevederli.

Rimettiamo gli occhiali socialisti. I socialisti sono incazzati: non si vota una compagna proposta dalla Lega. Vero. Ma rendiamoci conto che questi sono sintomi, non cause del problema. I socialisti stanno facendo un lavoro culturale come lo hanno fatto i liberali? Sì e no. Qualcosa si vede, il giovane vicepresidente del PS ticinese lavora forte con la comunicazione. Ma è autonomo? Lavora per il sindacato, non sappiamo quanto sia libero. A Lugano si vedono dei giovani arrembanti, che ci divertono. La domanda è se gli si stiano tarpando le ali. Idem nel resto del cantone.

Probabilmente i socialisti, più degli altri partiti, scontano ancora le eredità del casino del ’68. Due generazioni fa i socialisti al loro interno si fecero una guerra senza quartiere, che nel 1984 divenne esplicita. Arrivò una seconda generazione, figlia in tutto e per tutto di quei periodi. Quella seconda generazione, assieme alla prima, è ancora saldamente al comando, nonostante il ’68 sia scomparso dalle carte geografiche.

Ci sono le prove: basta guardare chi è nelle liste elettorali, nei posti decisionali nello Stato e nel parastato, nel terzo settore, nei sindacati per capire che la prima e la seconda generazione del ’68 nel PS sono ancora vivissime. Con i loro casini.

Risultato: l’anguilla Pesenti, di nuovo, ha trovato il pertugio ed è passata. Tié.

Ti potrebbero interessare: