Pamini: i poveri in fondo alla catena alimentare

Di Corrado Mordasini

È un Pamini in piena forma quello che, dalle colonne del GdP, esprime il suo darwiniano parere sul mondo. Perché questo è Pamini. Un liberista duro e puro, con una coerenza che ha dell’assurdo. Per Pamini, nella sua disarmante logica, il mondo così come creato è chiaro e lampante. I più forti sopravvivono e i più deboli soccombono, dal brodo primordiale usciranno coloro che, essendosi adattati all’ambiente, creano una supremazia dovuta all’intelligenza o a dei denti più affilati degli altri.

Pamini si perde in un ragionamento aritmetico che cercherò di riassumere in breve. Dunque, il 20% della popolazione mondiale detiene l’80% del denaro e viceversa. Con logica ferrea, scopriamo che anche quel 20% di ricconi si divide 20/80. E cioè il 20% dei ricconi detiene l’80% della ricchezza e viceversa anche qui, e così via all’infinito. Già qui, qualsiasi persona dotata di un cervello che persegue normali percorsi si chiederebbe: embé? Resta comunque il fatto che la maggioranza della gente è povera.

Poveri ignoranti. Seguite Pamini. Egli dice che:

Tutto ciò non sono semplici giochi aritmetici. Questo genere di distribuzioni, che rimane costante indipendentemente dal sottogruppo di persone che si consideri, è molto diffuso in natura e nei processi sociali. Per esempio seguono questa proprietà le distribuzioni delle intensità dei terremoti in una regione (…) dei diametri dei crateri lunari o degli ettari di foresta distrutti dagli incendi.

Mmmmh… ecco. Capito! E i petali delle margherite sono a volte pari e a volte dispari. E poi? Qui ci stiamo perdendo in un elicicloidale ragionamento che non ha né capo né coda. Ma non finisce qua. Popolazione, diffusione dei cognomi, numero di libri venduti… Pamini seguita nell’elenco 20/80% e non si capisce quale sia il succo di ormai 80 righe di giornale. E tutto questo, ci sembra di capire nella sua contorta conclusione, per provare scientificamente che l’uguaglianza è inutile.

Avete capito bene: è inutile. Perché, come nella teoria del caos, i sistemi porteranno invariabilmente a questo risultato. Se a 1’000 aziende dessimo a tutte le medesime risorse, secondo il Pamin-Darwin-pensiero, in un certo lasso di tempo si ripresenterebbero le condizioni che anche nei terremoti e nei capperi e nei peli dei gatti si ripresentano sempre: cioè quella suddivisione 20/80.

Capite? Rassegnatevi: i ricchi esistono per un gioco naturale, sono come gli squali, o la drosera delle paludi. Occupano una nicchia fondamentale dell’ecologia liberista. E chi siamo noi per opporci alla natura? Se siete poveri e con le pezze al culo rassegnatevi. Siete come i lemming e fate parte di un segmento alimentare atto a far crescere i superpredatori della finanza. E sapete qual è la prova della teoria di Pamini? Lo volete sapere?

“D’altra parte dovrebbe fare riflettere proprio il fatto che nelle economie occidentali, malgrado la marcata predazione (!!!) fiscale e ripartizione delle risorse operate dallo Stato, la polarizzazione della ricchezza rimane invariata”.

Ma il fisco e lo Stato non ce l’hanno una nicchia nel sistema Paminiano? C’è solo l’entropia dei mercati? Comunque una speranza l’umanità ce l’ha ancora, quella che organismi come Pamini si autodistruggano ed estinguano col tempo, per permettere alla Terra una nuova Età dell’oro.

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