Perché Lisa oggi sarà in parlamento

Oggi Lisa Bosia Mirra sarà al suo posto nel parlamento cantonale. Sfidando i legalisti, ribadirà un principio: quello di forzare le leggi quando queste sono ingiuste.

Perché sarà lì? Semplice, perché il popolo ce l’ha messa. Perché quelli che l’hanno votata sapevano benissimo che matta senza legami fosse. Sapevano che era una simpatica, ostinata ed entusiasta figlia di puttana. Ed è per quello che nell’urna hanno messo una crocetta sul suo nome.

Dovremmo forse chiederci perché personaggi così scomodi sono così popolari. Sì, Lisa è simpatica, una “piaciona” come direbbero a Roma. È socievole, affettuosa e caciarona. È un’emotiva e agisce spesso senza pensare, seguendo il cuore. Ma soprattutto fa quello che tanti di noi vorrebbero fare senza averne il coraggio. Affonda le mani fino al gomito nella miseria. Rischia del suo, ci mette la faccia.

L’ho raggiunta ieri sera, al telefono, mentre portava a spasso il cane nel bosco.

Come ti senti Lisa come affronterai domani il parlamento?

Sai, questi sono giorni di gomitoli di pensieri, in cui ricerca del bandolo della matassa. Cerco di pensare agli ultimi anni di vita e sto cercando di capire dove mi stanno portando. Mi viene anche di pensare a Pippa Bacca, uccisa in Turchia mentre effettuava il suo viaggio vestita da sposa attraverso paesi in conflitto, a Pippa e al suo messaggio, alla sua fine. Forse quello è il punto da cui ricominciare. Dal suo messaggio di umanità. Cerco di meditare sul senso delle cose. Cerco di capire.

Ma ricominci serena?

Oddio, sì, affronterò la giornata di lunedì con il sorriso a chiappe strette. Sai, mi sento come Diogene, il filosofo che viveva nudo in una giara. Alessandro Magno andò a trovarlo, ammirato dalla sua saggezza e gli offerse le ricchezze più grandi. Cosa vuoi? Chiese Alessandro. “Che ti sposti, togliti dal mio sole” rispose Diogene. Ecco, il riscoprire le cose che contano veramente nella vita, sapere quello che contiamo, anche colme parlamentari e la voce che abbiamo in capitolo.

Le auguro buona domenica e penso al popolo della sinistra che vive la sindrome della colpa, quella che ti dice che non fai mai abbastanza, ed è rapito da Lisa. Ma è anche rapito da qualcuno che, proprio violando una legge iniqua, ripristina un principio universale di ribellione, che è fisiologico alla sinistra. D’altronde le rivoluzioni non le faceva la destra. Se abbiamo le magliette di Guevara mica è per moda. Se ci viene la pelle di gallina cantando l’Internazionale non è perché abbiamo freddo. Per questo dovremmo riflettere: non su Lisa la donna, ma su quello che ci racconta, quello che ci indica e simboleggia.

Perché ci siamo seduti, compagni. Non per cattiveria, ma forse per abitudine. Il culo ci è venuto grosso e flaccido, ora fatichiamo a rialzarci. Anzi, ci siamo proprio un po’ scordati come si fa. Ci siamo scordati che la cosa veramente importante è il sole.

Le solite storie le so. La destra avanza, nessuno ci caga, sono tutti contro di noi… Ma è questo “perdere” che è meraviglioso, e che rende l’essere a sinistra un’esperienza unica. Siamo cresciuti perdendo, come gli interisti. Ma abbiamo cambiato il mondo negli anni. La destra magari governa, ma vince la sinistra. Abbiamo lottato contro le guerre, per le donne, i gay, i disabili, le minoranze, la popolazione tutta. Nei decenni questo mondo, anche se non ce ne accorgiamo è migliorato. La Svizzera che ieri rapiva i figli alle ragazze madri, oggi le aiuta coi sussidi e i consultori. La Svizzera che ieri lasciava i vecchi a carico delle famiglie, oggi ha l’AVS, le pensioni e le rendite invalidità. Che no, non sono state difese dalla destra.

Lisa ci indica la via, non quella dei migranti, ma quella della battaglia fuori dalle righe. E non vuol dire per forza violare le leggi, vuol dire lottare, non smettere mai, entusiasmarsi, parlare con le persone, convincerle. Come apostoli. Mica pensate che Gesù ai suoi abbia detto: “andate e portate il mio vangelo, ma se alla gente non interessa amen.”

Troppi culoni per terra. È ora di alzarli e di muovere le chiappe ragazzi. Basta scuse. All’inizio sarà faticoso, ma poi ti fai il fiato e perdi chili, e il culone diminuisce. E allora riesci a correre per ore, col cuore leggero e le ali ai piedi. Insieme a Lisa, e a tutti gli altri, che faticano come lei in altri ambiti magari meno visibili ma altrettanto importanti.

Nessuno ha mai detto che è facile. Se era facile eravamo liberali.

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud