Sacchi un lavoratore? Col piffero!

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L’altro giorno abbiamo pubblicato una presa in giro di Sacchi Mattia, unico giornalista e caporedattore del Mattino della Domenica e del mattinonline. Penserete mica che Quadri, con tutto il suo daffare a Berna e Lugano possa scrivere 16 o 17 articoli alla settimana vero? D’altronde non lo faceva neanche il Nano, che aveva oltretutto qualche piccolo problema a usare la sintassi in modo intellegibile.

L’articolo ha creato una piccola polemica, perché qualcuno riteneva ingiusto avere come obiettivo di un articolo critico un lavoratore (leggi qui). Ma un lavoratore dei media si prende le responsabilità di quello che fa. Sacchi è un giornalista, anzi, un caporedattore, come Righinetti del Corriere o Bertagni della Regione, e si prende la responsabilità di quello che scrive.

Ma cosa scrive Sacchi? A parte copiare agenzie e riprendere articoli bufala da siti dell’estrema destra italiana (per quello, sai com’è, gli italiani vanno bene), Sacchi scrive contro i kompagni, il partitume $torico, contro gli immigrati e soprattutto contro i frontalieri. Sacchi aveva anche una trasmissione su Teleticino dove scarrozzava personaggi pubblici più o meno famosi, intervistandoli in auto.

Allora Sacchi è a tutti gli effetti un personaggio pubblico. Se lo è Pontiggia, lo è anche lui. Non ci piove. Ma Sacchi, caporedattore del Mattino, è un frontaliere. E va bene, anche se fa ridere che l’unico giornalista del Mattino non sia uno dei ”nostri”. Va meno bene se Sacchi sputi veleno sui suoi colleghi o manda in giro mail in cui chiede agli utenti web se sono stati sostituiti da un frontaliere. Perché? Per contattarlo in privato e così sputare altro veleno sui colleghi.

Bel lavoratore il Mattia Sacchi: ubbidiente, scodinzolante, un bravo e fido lavoratore al servizio dell’elvetico padrone.

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