Verme nell’occhio di una giovane vallesana

C’è chi ha la segatura nel cervello, chi il gomito del tennista e chi ne ha le balle piene. Qui però non si scherza ragazzi. La cronaca di questi giorni ci intrattiene con una notizia fondamentale e che agghiaccia più di un mojito versato nei pantaloni.

Annouchka Nanchen, signora vallesana, si è ritrovata un verme parassita nell’occhio della figlia. “Non ci vedeva più dalla paura!” pare abbia dichiarato al medico. “Ho cominciato a sospettare qualcosa, quando il gatto cercava di acchiappare l’occhio di mia figlia.”

Il loa loa sarebbe un verme parassita tipico di Africa e India, non si capisce dunque cosa ci faccia in Vallese. Secondo la madre, la figlia lo ha incubato per 7 anni dopo una vacanza in Camerun. Ma allora, ci chiediamo noi, se era lì da 7 anni senza rompere le balle, perché tanto casino? Lasciacelo no?

La madre si è lamentata della mancanza di specialisti in malattie tropicali in Svizzera, d’altronde in Camerun si lamentano della mancanza di ristoranti che facciano la raclette, e ci sembra tutto sommato normale in entrambi i casi.

Il verme è stato sottoposto a un trattamento di 3 settimane, atto a eliminarlo dal bulbo oculare della ragazzina. Patrizia Ramsauer ha già inoltrato un’interrogazione parlamentare al fine di inserire i nematodi, o vermi parassiti, nella costituzione. In parlamento ha preso la parola per spiegare meglio i suoi intenti:

“Anch’essi (i vermi parassiti NdR) hanno una dignità e dei sentimenti, soffrono, amano e si divertono come noi. Pensate che ho una tenia con cui da anni ho un ottimo rapporto. Ogni sera esce dal mio sfintere e ci facciamo una bella chiacchierata!”

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