Battuta d’arresto per la prepotenza leghista

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Due notizie, all’apparenza normali e neanche particolarmente attraenti sono ieri circolate sui media, anche se casualmente non sul mattinonline. Una mi riguarda personalmente, ed è che la denuncia di Boris Bignasca per diffamazione (leggi qui) è stata da lui persa in appello. La seconda è il decreto di abbandono per la denuncia inoltrata da Roberta Pantani nei confronti di Giorgio Fonio, Denise Maranesi, Jessica Bottinelli e Mauro Lancianesi.

Questa è la Lega di oggi. Quella di ieri non denunciava. Giuliano Bignasca le denunce se le prendeva, 280 circa ne aveva sul groppone, e diciamocelo chiaro, se ne fregava. La Lega di oggi è quella di Quadri, che dalla morte di Bignasca non ha preso nemmeno una denuncia. Perché Quadri è furbo. La Lega di oggi, però, usa sì il bastone per pestare la domenica su mezzo Ticino, ma non disdegna di adire alle vie legali quando ritiene di essere stata offesa. Sì, lo so, fa ridere ma è la realtà.

Nel mio caso, sono stato assolto per dichiarazioni ritenute veritiere dal giudice su Giuliano Bignasca. Già Adriano Venuti era stato assolto per questo presunto reato. Io e Venuti eravamo stati querelati solamente perché dicevamo la verità sul compianto, ma qualcuno non voleva che la dicessimo. Quelle stesse persone usano Bignasca come una banderuola nel sito, sul Mattino della Domenica, sui cartelloni pubblicitari, sugli striscioni, lo candidano da morto, creano una fondazione a suo nome e un Bignasca Memory Day. Ma di Giuliano Bignasca non si può parlare male.

Roberta Pantani invece si era piccata perché i consiglieri comunali sopracitati avevano messo in dubbio la correttezza della promozione del fratello in Comune. Promozione avvenuta nonostante il fratello di Roberta fosse caduto in fallo più di una volta e fosse stato sanzionato in merito a pesanti asserzioni sugli avversari politici della sorella. Decreto di abbandono per non aver leso l’onore della municipale.

Queste due sentenze non danno magari una battuta d’arresto alla prepotenza leghista, ma fanno comunque notare la superbia di questi personaggi, per cui si può spalare letame su tutti meno che su loro stessi. E questa è solo l’ultima di una serie di incongruenze che hanno fatto digerire al popolo leghista tutto e il contrario di tutto, dalla tassa sul sacco ai radar, passando per “Prima i nostri” con le recenti figuracce di Bignasca Attilio.

Ai ticinesi tirare le somme, ma noi per il naso non ci facciamo più prendere.

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