Gobbi, la smetta di prendersi in giro

Norman Gobbi è stato dal Papa. Bene. Notizia assolutamente insignificante. Anche il peggior uomo del mondo può chiedere un’udienza, perché non Norman Gobbi?

Quello che invece Gobbi non può fare è continuare a mentire a tutti, compreso se stesso.

Se non altro almeno ora siamo tutti certi che l’indipendenza Lega dei Ticinesi – Mattino non è vera. Perché per rispondere alle critiche che gli sono state mosse, il Ministro, ha scelto proprio di rivolgersi alla redazione di Via Monte Boglia.

Nella sua lunga e accorata lettera il Direttore del DI sostiene che la sua visita in Vaticano sia stata criticata dai suoi avversari politici. Prima bugia. Ne hanno riso in molti, soprattutto persone che con la politica non hanno nulla a che fare.

“Sono un uomo buono, ho cuore e sentimenti”, continua Gobbi. E poi via con le statistiche “alla leghista”, quelle senza fonte e senza citazione. Che Gobbi abbia la delicatezza che si auto-attribuisce lo si capisce dalla disinvoltura con cui si concede all’aritmetica, sfoderando percentuali e numeri. Le persone sono percentuali, numeri, frazioni e dividendi. Bene. Ne prendiamo atto.

Poi sostiene di essersi speso davanti alle autorità federali per difendere i “casi umani”, ma la stampa cattivona non dà il giusto spazio a queste botte di altruismo.

E qui si comincia a mostrare una certa insofferenza alla correttezza e alla sincerità: la stampa non dà neppure spazio agli strazi che le istituzioni (quelle che Gobbi dirige) infliggono alle famiglie. Non dà spazio al modo in cui una banda di individui senza sensibilità scherniscono anziani, applicano leggi senza logica e si spingono persino a non rispondere per anni ai cittadini.

Un paio di anni fa ho avuto uno scambio di email con Gobbi invitandolo persino a un pubblico dibattito, al quale ovviamente non ha voluto prendere parte.

In compenso, tanto per continuare a mentire, ha sostenuto che lui non potesse fare niente per intervenire nei casi “umanitari” generati dalle istituzioni che dirige perché, nel caso specifico delle Autorità Regionali di Protezione, sono i comuni che le ospitano ad avere pieno potere su queste. Eppure Gobbi sa bene che in uno scambio di email con l’ufficio giuridico del Comune di Lugano è emerso il contrario. Questa è una bugia detta da uno che sa di mentire e se ne frega.

Non c’è bisogno di scomodare il penoso caso dei bambini ecuadoriani, perché ci sono centinaia di cittadini ticinesi la cui vita è stata dilaniata senza motivo. Persino un uomo di 74 anni che ha lottato come un leone per potere vedere un’ultima volta i nipoti, in attesa che le istituzioni rispondessero alle sue richieste. È morto nell’indifferenza generale anche di quell’omone buono che usa la stampa amica per restituire di sé un’immagine completamente discosta da quella reale.

Ma, onorevole Gobbi, con queste sue uscite auto-promozionali, chi vuole prendere in giro? La parte più acritica del suo elettorato non la metterà mai in discussione, quella che non voterebbe per lei neppure sotto tortura non crede a ciò che dice e non sarà un meccanismo autoincensante a farle cambiare idea. Quindi rimane solo una possibilità: lei mente a se stesso.

Lei stesso in passato ha detto di essere sempre aperto allo scambio costruttivo. Però poi al momento giusto si sottrae, declinando ogni invito, e si nasconde dietro alla separazione dei poteri che sì, è vero, è in vigore dal 2013. Ma non c’è traccia del suo impegno antecedente a tale data.

Ora la invito di nuovo, questa volta pubblicamente, ad uno scambio costruttivo aperto al pubblico. Facciamo vedere ai ticinesi quanto è buono e sincero, oppure anche questa volta si limiterà a farmi dare della scema dal Mattino della Domenica, così staccato e distante dal partito in cui milita?

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Commenti da Facebook

  • Qualcosa non mi torna in questo scritto.. Sarebbe opportuno – visto che qui si legge un articolo che tratta di argomenti solo accennati – di spiegare, elencare, pubblicare gli antecedenti. Sennò è scritto monco, che non vuol creare un’opinione, ma instillarne una. Preconfezionata. E questo NON è giornalismo.

  • Infatti è un’opinione. non un articolo se non sbaglio.

    • Eh no, Mario. Quando lo scritto lo pubblichi – e bada, non sto dicendo che sono contrario alle critiche a Gobbi, andando al nocciolo – non solo stai esprimendo un’opinione ma stai anche influenzando le opinioni altrui. Ho semplicemente scritto una cosa ovvia e che si evince dallo scritto di Giuditta Mosca: fa riferimento a fatti che son solo accennati (e quindi a noi lettori sconosciuti) e su quelli fonda tutto il suo scritto (che posso chiamare tranquillamente articolo), che così resta un qualcosa di sospeso, mai chiaro. Si tratta – semplicemente – di trasparenza.

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