Il grande cuore di Norman

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Constato con piacere che ho avuto ragione (leggi cliccando qui) nel ricredermi su Norman Gobbi: ho letto la sua lettera aperta e sono lieto di verificare che sì, avevo davvero ragione. Il Norman nostro è veramente un bravo ragazzo di valle piegato e angosciato dal peso delle responsabilità imposte dal suo ruolo istituzionale!

Pensavo oggi che sulla figura di Gobbi occorrerebbe girare un film, prima o poi, per far conoscere al mondo il cuore grande di questa persona, stretta fra la coscienza e il dovere al punto da essere costretto a nascondere i bei gesti che compie e a godere solo privatamente e di soppiatto della gioia che procura a quei bimbi a cui consente di restare in Svizzera: dovremmo tutti quanti indire una petizione per chiedere a Steven Spielberg di girare un remake in chiave ticinese di quel famoso film in cui un industriale tedesco salva di nascosto un gruppo di ebrei dallo sterminio, lo chiameremo “La Lista di Norman”, storia di un Consigliere di Stato che salva una famiglia ogni dieci che è costretto a spezzare, senza clamori e senza voler essere ringraziato per questo, solo per ottemperare ai propri doveri cristiani, come chiesto anche dal Papa. E a proposito del Sommo Pontefice, vorremmo tutti ringraziarlo per aver fatto luce nell’animo di Norman e avergli suggerito di compiere questi gesti magnanimi da buon cristiano, senza farsi vedere: siamo sicuri che Gobbi ha visto Gesù in quei bambini, ovviamente in modo saltuario dato che non è che possa far restare tutti, è chiaro. È un po’ un Gesù a intermittenza, una sorta di vedo-non vedo, ma va bene.

A questo punto siamo certi che una persona come Norman Gobbi non può e non deve fare un passo indietro, deve resistere al richiamo della coscienza e rimanere al suo posto, per continuare a fare quell’1% di bene che può: un altro al suo posto sicuramente non avrebbe pietà e caccerebbe dalla Svizzera ogni bambino equadoreño che incroci la sua strada e i suoi genitori, ritenendoli dei poveracci indegni di restare nel nostro Paese, un altro in quella posizione respingerebbe ogni minore che mette piede in Svizzera, spezzerebbe le famiglie, negherebbe ogni ricongiungimento; ok, sì, in effetti anche Norman lo ha fatto, ma lui lo fa perché costretto, il suo cuore vorrebbe altro ma la ragion di Stato è inflessibile, ed è meglio uno di buon cuore e sentimenti che un freddo burocrate, no?

A Norman Gobbi posso consigliare, da buon amico, di trovare un buon padre spirituale per ricevere buoni consigli e potersi sfogare, liberando la sua anima oppressa dal peso delle responsabilità: certo, buona parte dei sacerdoti in Ticino al momento son stranieri, filippini, polacchi, cileni, colombiani, malgasci, ma siamo sicuri che per Norman non sarà un problema. Magari ne potrà approfittare per confessare qualche peccato giovanile e ottenere l’assoluzione: in fondo, sono passati i tempi in cui diceva “Ecco là il negro” riferito ad un giocatore di hockey di colore.

Adesso il Papa ha fatto il miracolo, e Norman è un uomo nuovo.

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