La nuova trappola

Ogni tanto mi diverto, quasi esclusivamente però dal punto di vista dell’uso della lingua italiana, leggendo i commenti che certi figuri (maschi e femmine) credono opportuno digitare per esprimere il proprio pensiero su argomenti, articoli e prese di posizione. Come aveva dichiarato Umberto Eco, a suo tempo, la maleducazione e l’ignoranza sono uscite dalle osterie e, accompagnate da un’indiscutibile supponenza, sono entrate nel mondo virtuale. Così, quello che un tempo era cibo per le orecchie degli avventori del ritrovo pubblico, ora è diventata pietanza (e uso pietanza perché porta con sé una vicinanza interessante con pieta) per gli occhi di tutti i navigatori.

Ora non è mia intenzione parlare di partiti o di antipatia politica. Ognuno ha diritto a covare le proprie idee e pure a impegnarsi a sostenerle. Purtroppo, per esprimerle in modo da farle conoscere oppure per ribattere nei commenti a uno scritto altrui, bisogna padroneggiare un pochino sia l’ortografia e la sintassi. Qui però vorrei soffermarmi un momento sul pericolo insito nello scrivere in questa nuova forma comunicativa per coloro che stanno tentando di trovare l’anima gemella oppure, semplicemente, qualcuno con il/la quale condividere un’oretta. Qui di seguito mi diletto con qualche considerazione al riguardo di quattro catture nella rete.

  1. Lo scrivente, senza dubbio, vede con timore un futuro con varie opzioni riguardanti le diete che il vivere a due comporta. E non parlo soltanto dal punto di vista alimentare. Lasciandosi sfuggire un barlume di timorosa sudditanza batte sulla tastiera: “Mi stai mettendo a dosaggio”;
  2. Ecco invece la persona che vorrebbe tanto farsi invitare a mangiare la torta per una festa dell’amore suo, ma non osa esplicitarlo. Così nella sua comunicazione, con l’inconscio che sale prepotentemente e voracemente in superficie, digita: “Auguri per il tuo anno mastico”;
  3. Che il web pulluli di malintenzionati non lo scopriamo solo oggi. Quindi bisogna fare molta attenzione, perché non sempre chi manda i messaggi si lascia sfuggire i propri macabri intenti, all’opposto di chi scrive: “Ci facciamo una bella pizza a d’omicidio?”;
  4. Se per i primi tre non ho specificato il sesso del mittente e neppure quello del destinatario qui, almeno quest’ultimo è una donna. Chi scrive dimostra di essere consapevole che certi passi verso una convivenza sono chiaramente sinonimo di spesa. Così si sgrava dall’assillo pecuniario con la domanda: “ È vero che ti sei finanzata con un altro?”

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