Lara Gut e quei noiosi controlli antidoping

Di Narses

Diciamocelo: Lara Gut, da Comano, non fa decisamente molto per apparire simpatica, anzi, tutt’altro.

Certo, si potrebbe tranquillamente soprassedere sull’aspetto umano e celebrarne i successi sportivi, ma anche da questo punto di vista determinati atteggiamenti della sciatrice non aiutano, soprattutto da parte  di un’atleta che, con la sua fama, dovrebbe essere un esempio.

Veniamo al caso concreto: Lara, dopo la recente vittoria a Solden, in un piccatissimo tweet sul suo account ufficiale, cinguetta “Wow, controlli antidoping ieri sera alle 22, e stamattina alle 8: fatemi sapere se volete anche venire a letto con me”.

Ora, al di là del fatto che tirarsela come se ce l’avesse solo lei e un’altra alle Vanuatu non è esattamente divertente, il fatto di banalizzare una pratica essenziale per il corretto svolgimento di ogni competizione sportiva come il controllo antidoping, investendola con un sarcasmo inutile e, diciamolo, anche un po’ volgare, è decisamente un pessimo esempio per tanti ragazzi che si avvicinano allo sport e che si cerca di educare al rispetto dei valori della correttezza e della lealtà, a non barare e a far risultato contando esclusivamente sulle proprie forze.

Il controllo antidoping è il principale strumento nella lotta alle frodi sportive, serve a smascherare i furbi e a garantire il rispetto delle regole contro eventuali inganni, e logicamente viene effettuato a sorpresa, perché se hai barato mica ti avvisano prima lasciandoti il tempo di nascondere le prove, a maggior ragione se ha appena vinto una gara.  Lagnarsi perché, povera anima, son venuti ben due volte a fare il loro lavoro, magari buttandoti giù dal tuo lettino  senza magari darti il tempo di indossare una vestaglia sulla lingerie o al contrario beccandoti nel tuo pigiamone con gli orsetti, come se provare la propria correttezza sportiva fosse una noia mortale, un po’ per sfigatelli principianti, mentre tu dall’alto dei tuoi successi ti senti probabilmente già arrivata e al di sopra di ogni giudizio, cara Lara, non è un comportamento che ci si aspetta da una sportiva di successo come te.

Se ci si permette di banalizzare e ironizzare sul rispetto delle regole e sui relativi controlli anche in un ambiente che dovrebbe essere pulito e limpido come lo sport, non ci lamentiamo se poi i nostri giovani crescono con l’idea che le regole possano essere aggirate, basta che non ti becchino, e che i controlli siano solo una noia inutile.

Servono esempi positivi, non lagne, cara Lara. Ad una regola segue un controllo, anche due se necessario: questo è lo sport. Altrimenti vai a slittare sul San Bernardino.

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