Le aragoste stordite

Ecco, adesso è ufficiale. La battaglia portata avanti dagli animalisti, e dalle leghiste Ramsauer e Aldi in Ticino, è finalmente terminata. Le aragoste dovranno essere stordite prima di essere messe in pentola. Giustissimo, eh. Nessuno mette in dubbio. Il dubbio c’è però sullo “specismo” delle due legaiole e dei loro amici. Perché i decapodi non devono soffrire e i gasteropodi invece sì? Le ecatombi di lumache che si tengono nelle nostre osterie non contano? Bollite vive pure loro, e nessuno se ne preoccupa. E allora, per osmosi anche i molluschi. Chi stabilisce che la dignità di un granchio è superiore a quella di una cozza? Le avete mai sentite sibilare le cozze in padella? Soffrono? E che ne so, di sicuro non si divertono.

E la maionese? Non ha una sua dignità? Viene sbattuta al punto che può anche impazzire.

E sfatiamo un mito, è vero che le aragoste vengono bollite vive, ma è anche un falso. Lo shock termico uccide l’aragosta all’istante, questione di un secondo pare. Stordirla prima con l’elettricità non cambia un cazzo, è come farti fucilare prima di impiccarti. L’unica cosa che si è ottenuto è di far imbufalire i ristoratori, che dovranno approntare un mattatoio per aragoste in cucina. E no, vi prevengo, non vale farlo con una batteria d’auto, ci vuole un’apparecchiatura apposita. Potrei anche fregarmene, visto che in tutta la mia vita non penso di aver mai ordinato un’aragosta, mi vien male al borsello solo a pensarlo.

Comunque, dovremmo allora chiedere a gran voce dignità per tutti i cibi, come dice Crozza “dovremmo fare l’anestesia alla melanzana prima di affettarla.”

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud