Anni di legnate a Hollande e Valls? Voila Fillon!

Di Jacopo Scarinci

In fondo la storia recente della sinistra è riassumibile con quanto sta succedendo in Francia: troppo impegnati a dire indignati che Hollande e Valls signora mia che disastro, a indicare Sarkozy come male assoluto e Macron come traditore che ecco – boom! – ci si ritrova candidato della destra François Fillon.

Perché il mondo va a una velocità diversa ormai. E se la riforma El Khomri ha portato alla paralisi la Francia nella scorsa primavera, auguri quando se eletto Fillon terrà fede – perché lo farà – al suo programma. Saluti alle 35 ore settimanali; aumento dell’età pensionabile; 500 mila impieghi pubblici a farsi benedire; un programma da vero thatcheriano di ferro; bordate al matrimonio gay; lotta senza quartiere a tutto quello che ha una parvenza di Islam; ciò che è pubblico non va bene. E visto che ieri automaticamente – il sistema francese è parecchio sano e ha molti anticorpi al Front National – Fillon è salito al rango di favorito assoluto, la sinistra chic non solo rimpiangerà Manuel Valls e François Hollande in ogni loro forma, non solo avvierà il solito, consueto dibattito su se stessa specialità della casa. Ma rimpiangerà anche Sarkozy. Perché, per certi versi, se sei di sinistra Fillon è pure peggio. Scordatevi Jack Lang alla cultura, Bernard Kouchner al Quai d’Orsay o intellettuali come Glucksmann a sostegno. Dietro Fillon c’è la Francia profonda e radicale, vandeana e réac, popolare e conservatrice, cattolica e poco avvezza a quella cosa chiamata XXI secolo. Dietro il mite e rassembleur Fillon ci sono i peggiori fantasmi della sinistra. Roba che, appunto, chi storse il naso davanti alla loi travail ricorderà quei bei tempi con un sospiro affranto.

La stessa stampa progressista che ha tirato legnate su Hollande e Valls oggi avverte del “pericolo Fillon”, racconta del suo programma ultra liberale, dipinge foschi scenari. Applausi sentiti, la causa superiore ringrazia commossa. L’Obs e indignata compagnia cantante speravano in Alain Juppé, girondino di quelli pop e sicuramente votabile con molta, ma molta meno fatica che Fillon in un ballottaggio contro Marine Le Pen. Ancora una volta, come nel 2002, la gauche dovrà votare quello che riterrà il meno peggio perché, mentre era molto impegnata ad affondare Presidente e Primo ministro, non s’è accorta del gran scappare dei buoi. E sarà un meno peggio che non per forza sarà Fillon, soprattutto per quelli che “la Clinton non è abbastanza di sinistra quindi tanto vale Trump”. Che suicidio.

Anche se, per carità, come nelle migliori tradizioni, la colpa è sempre di qualcun altro. Bonne chance à la France.

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