Blocher tuona contro le élites. Molte risate

Un Christoph Blocher in splendida forma qualche giorno fa sul Tages-Anzeiger è riuscito a superare la leggenda: “Alle elezioni del 2019 l’UDC sarà il partito che combatterà le élites”, ha detto.

Evidentemente Blocher, miliardario, leader del partito più votato, ex Consigliere federale, dottore in diritto non fa parte delle élites…” ha ironicamente twittato il capogruppo socialista alle Camere federali Roger Nordmann. Ormai il giochino di aizzare il popolo contro i potenti in nome dello stesso popolo non funziona più, non è credibile, non è coerente. Né l’UDC né la Lega possono più permettersi il lusso di spacciarsi come opposizione, come allegra brigata contro le élites a difesa dei poveri, degli oppressi. Se ne facciano una ragione: loro sono il potere. Loro sono le élites. Sono loro a dettare la linea e a tirarsi dietro a strascico tutto il fronte borghese quando si parla di tagli, di minare lo stato sociale, di abbattere il servizio pubblico. Se si fa una critica al PLR nell’andare a rimorchio dell’UDC sui temi economici come ha giustamente fatto Edy Bernasconi recentemente su laRegione, bisogna anche dire – magari più semplicemente – come stanno le cose: il centrodestra svizzero è schiacciato sull’UDC. Il PPD sotto la direzione di Pfister si è spostato a tutta destra, mentre negli ultimi anni sui alcuni temi era più vicino al PSS. Il suo corso alla testa del PLR, Gössi l’ha inaugurato dicendo che è ragionevole respingere i richiedenti l’asilo eritrei perché in fondo scappano solo dal servizio militare, che sarà mai. Insomma, siamo messi così.

L’UDC ha in mano il pallino economico, sociale e politico del Paese. Ma ha anche un incredibile talento nel vendersi bene. Quanto tempo sono andati avanti a dire che avevano un solo Consigliere federale, quando sono stati loro a espellere Eveline Widmer-Schlumpf? Quanto era tragicomico l’appello alle rivolte popolari in caso di mancata accettazione di Prima i nostri fatto da Rösti davanti al teatrino messo in piedi da Marchesi & Co. nell’ultimo mese? Perché parlano di stampa ingabbiata se tra BaslerZeitung, Weltwoche e miriadi di giornali locali dispongono di una potenza di fuoco inimmaginabile?

Ma soprattutto: gli elettori dell’UDC (e della Lega) capiranno, un giorno, di essere semplici marionette in mano a burattinai che li prendono allegramente per il culo?

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