La rivoluzione permanente di Cruijff

Johan Cruijff era uno senza peli sulla lingua, se c’era da mandarti a fare in culo lo faceva in due secondi fregandosene altamente delle conseguenze. L’ha fatto quando se ne andò dall’Ajax sbattendo la porta perché non fu confermato capitano, quando per delle dissidenze con la dirigenza se ne andò dal Barcellona e si ritirò momentaneamente dal calcio, quando sempre dopo una sfuriata epica chiuse anzitempo la sua seconda vita all’Ajax e si trasferì, a sfregio, presso arcirivali del Feyenoord. Vincendo campionato e coppa nazionale, ovviamente.

Anche da allenatore proseguì con la sua testardaggine motivata da ragione e genio, mai da superbia. Dopo aver allenato il suo Ajax sbatté la porta per la terza volta a causa di dissidi con i dirigenti – maddai, per lo stesso motivo si ritirò dal calcio “attivo” dopo aver allenato e vinto tutto col Barcellona. Anche la quarta esperienza all’Ajax, da dirigente, finì a schifo: litigò con proprietà, altri dirigenti e con l’ allenatore, Marco Van Basten: non puntavano abbastanza sul vivaio. Addio.

Ha passato la vita a spiegare calcio e litigare Cruijff, semplicemente perché era un genio prima che un calciatore. Esattamente come sul campo prima e in panchina poi vedeva un’azione prima che iniziasse, anche nella vita è stato più avanti rispetto a tutti gli altri. Quella di Cruijff è stata una rivoluzione permanente che Trotzky levati proprio, una rivoluzione che ha anticipato il ’68 dei costumi ad Amsterdam di tre o quattro anni, che ha ridato dignità alla Catalogna sfiancata dal franchismo, che ha fatto piazza pulita dei preconcetti dogmatici e ha dato libero sfogo al calcio totale, alla vita totale. Mandato al diavolo definitivamente il calcio si è occupato a tempo pieno della sua fondazione che ha aiutato migliaia di ragazzini in giro per il mondo, togliendoli dalla strada ed educandoli allo sport, alla civica e alla vita. Ha fatto capire alle scuole calcio in giro per il mondo che puoi essere bravo finché vuoi con i piedi, ma che se non vai a scuola non tocchi il campo e se non ottieni buoni risultati negli espe hai chiuso.

Non ha mai ascoltato nessuno. Meglio morire con le proprie idee che vivere con quelle di altri, questo può essere il riassunto della sua esistenza. La sua autobiografia appena uscita nelle librerie, “La mia rivoluzione”, scritta poco prima di morire lo scorso marzo, è una raccolta di vita, immaginazione, perle e sfuriate. Uno sguardo sincero volto ai propri errori, ai propri successi, agli inetti con cui ha dovuto confrontarsi – croce dei geni – e soprattutto agli amori della sua vita: la sua famiglia, l’Ajax e il Barcellona. Una storia d’altri tempi, nonostante abbia finito di dir la sua sulla qualunque da pochi mesi. E questo fa riflettere.

Ti potrebbe interessare anche:

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud

Ti è piaciuto l'articolo? Supporta il GAS

Il pagamento avviene tramite PayPal: se vuoi utilizzare altri sistemi, visita la pagina AIUTA IL GAS. Puoi pagare con PayPal anche se non hai un account, segui le istruzioni sulla pagina di destinazione.

Motivo del pagamento: Donazione per il GAS

Importo da donare: Scorri per selezionare

1 10

Inserisci i tuoi dati

Inserisci il risultato (protezione anti-spam)

5 - 2 =

In attesa di collegamento a Paypal: alcuni browser potrebbero bloccare il popup; se non visualizzi la pagina di Paypal, consenti l'apertura dei PopUp per il nostro sito e aggiorna la pagina o ripeti il pagamento.
Validating payment information...
Waiting for PayPal...