Radio Maria: il terremoto è un castigo divino

Di Corrado Mordasini

È deprimente. Passi quegli spanati che credono nelle fate e negli gnomi: non fanno male a nessuno. E passino anche le fissazioni sulle scie chimiche, un’ossessione innocua, anche se crea tanta ansia in chi la professa. Ma non che nel 2016 ci siano ancora elementi ufficiali della Chiesa che attraverso canali ufficiali, come Radio Maria, esprimono pensieri ignominiosi e medievali.

“Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace. […] Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino.”

Padre Livio Fanzaga dà voce alla schiera più squallida e retrograda della Chiesa che parla dei recenti terremoti in Italia. Ma che sarà mai una radiolina di baciapile, pensiamo noi, chissenefrega.
Eh no, se vogliamo capire e renderci conto di cosa sia Radio Maria, bisogna andare un po’ a monte, e precisamente al 1978, quando viene eletto Giovanni Paolo II, uno dei papi più amati e al contempo uno dei più conservatori e destrorsi. Nel solco della sua “nuova evangelizzazione”, Radio Maria nasce nel 1982 come radio parrocchiale nel Comasco, ad Arcellasco d’Erba. I suoi punti di forza sono il volontariato e le donazioni dei fedeli , oltre a un finanziamento statale del 2005 di un milione di euro e una quota dell’8 per mille destinato alla Chiesa Cattolica.

Bene, da allora Radio Maria è cresciuta. Nel 1987 diventa emittente nazionale e copre tutte le regioni d’Italia. Dopo un decennio, Radio Maria si diffonde in altre nazioni, si crea la Famiglia Mondiale di Radio Maria. Attualmente trasmette anche in tutta Europa via satellite digitale (Eutelsat Hotbird) e in tutto il mondo via internet. Dati recenti, stimano in 1 milione e 600’000 gli ascoltatori medi giornalieri in tutto il mondo. Radio Maria è la radio italiana col maggior numero di ripetitori (850), più di quelli della RAI, il che vi spiega perché riesce ad essere più ossessiva dei Testimoni di Geova.

Insomma, una potenza nell’etere che sposa la linea più ortodossa della Chiesa, con uscite del genere, che non sono nuove all’emittente. C’è solo un posto dove una radio così poteva sorgere e fiorire, l’Italia, che nonostante tutto non è ancora riuscita a scrollarsi di dosso l’influenza del Vaticano. Radio Maria non è il demonio per gli atei, ma di sicuro non è nemmeno un elemento da sottovalutare. In un’era di guerre di religione, spesso sono gli estremismi a raccogliere più pulcini sperduti.

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