Trump vs. Clinton: due chiacchiere in un bar a New York

Fra meno di una settimana scatterà il momento delle elezioni USA, e dunque dalla conclusione del duello Clinton – Trump che divide non solo l’America, su cui si sono espressi esponenti politici di ogni parte del mondo; il GAS, tuttavia, vuole dar spazio all’opinione della gente comune, offrendo un angolo di vera e propria politica da bar: abbiamo infatti raggiunto due simpatici amici che lavorano in un bar di New York, Francesco, italiano da poco emigrato negli States, e Diego, colombiano residente da   diversi anni , a  cui abbiamo chiesto un’opinione sul clima elettorale e sulle possibilità dei due candidati.

Sul perché il prossimo Presidente debba essere l’uno piuttosto che l’altra, Diego ha le idee molto chiare:

Trump è un uomo d’affari, sa come condurre un’azienda e come far soldi, se gli metti in mano una compagnia lui può fare quello che vuole: ma essere il presidente di un paese potente come gli Stati Uniti è una cosa seria, occorre prendere gravi decisioni non solo per il Paese stesso per il mondo intero, si affrontano problemi reali con i leader di tutto il mondo e occorre essere bendisposti e preparati, il Presidente deve incoraggiare le persone ed essere fonte di ispirazione per i cittadini degli Stati Uniti, che devono sentirsi ben rappresentati da una persona onesta, e questo non è il caso di Trump.

Hillary Clinton, al di là del fatto di essere l’unica alternativa a Trump, sa sicuramente molto di più su come si conduce un Paese come gli Stati Uniti, sia per essere stata la moglie di un Presidente, sia in quanto ha ricoperto incarichi governativi per diversi anni, ha esperienza di diplomazia, e le competenze e conoscenze giuste per prendere decisioni per gli USA e per il mondo intero: è vero, ha fatto degli errori, ma se parliamo di condurre un Paese, non ho dubbi che Hilary sia la scelta  migliore. Trump è un grande imprenditore, ma non credo sia in grado di guidare gli USA.

Ma davvero la Clinton è la scelta migliore o ci sono dei contro rispetto alla sua elezione? Francesco è un po’ più critico:

La Clinton non dovrebbe vincere per pochi ma importanti motivi.

A me ricorda tanto il Renzi che abbiamo in Italia, ha detto che avrebbe fatto diverse cose per poi smentirle poco tempo dopo. Un altro motivo è che quelli con cui ho avuto di parlare credono che già dietro Bill Clinton ci fossero le decisioni di Hillary, quindi sotto un certo punto di vista sarebbe una politica che si ripete, e la gente qui vorrebbe cambiare.

Francesco, uu vieni dall’Italia, un Paese in cui la campagna elettorale si fa spesso nelle piazze, con i grandi comizi e le manifestazioni, mentre da noi, soprattutto in Ticino, sono più frequenti gli incontri diretti con la popolazione in piccoli eventi, aperitivi, cene ecc.. Qual è il clima elettorale che si respira in America, a livello di coinvolgimento degli elettori?

La campagna elettorale non si sente per niente.

Non vedo nell’aria tutta quella pressione come in Italia, per le strade, ma la gente segue molto i dibattiti in tv ed ogni tanto qualche folle fa la sua comparsa per strada.

Folli? Ad esempio?
Beh, ieri ho incontrato un tizio sul Ferry (il traghetto, N.d.R.) con un cartellone che diceva letteralmente “Voto Trump perché voglio l’America libera da voi schifosi irregolari”, magari dovrebbe sapere che la grande America, la patria delle occasioni, va avanti grazie a quegli schifosi che sono qui perché, non parlo di tutti, muoiono di fame, e davvero fanno lavori che i loro cittadini realmente non vogliono fare.

Beh, Trump è stato molto chiaro sulle sue idee a proposito dell’immigrazione..

Chi non è cittadino americano vada  a casa? L’America viene mantenuta anche e soprattutto dagli immigrati, senza di loro si rischierebbe un epoca simile al proibizionismo, ma per alcuni Trump è l’alternativa, anche se in un paese già razzista di suo, non ha fatto altro, con questo slogan, che alimentare ancor di più questo odio verso il prossimo, e di sostenitori ce ne sono.

Ma davvero il problema principale è l’immigrazione? Non c’è altro a preoccupare gli Americani?

Diego: Trump è il candidato che parla di più a proposito dell’immigrazione e politica estera, invece che di questioni economiche e politiche del sistema sanitario, se vuole essere un presidente degli Stati Uniti deve prendersi più cura del suo Paese e trovare le soluzioni per le persone che vivono qui, piuttosto che prendersi cura dei problemi di altri Paesi, questo è quello che il suo sta accadendo negli ultimi 2 secoli o più con gli Stati Uniti coinvolti in problemi di altri Paesi. Hillary è più consapevole dei problemi reali degli Stati Uniti, non si preoccupa solo di buttar fuori tutti gli immigrati o essere severi con i governi stranieri. Trump si preoccupa solo di suoi interessi.

Francesco e Diego, dall'Italia e dalla Colombia a New York
Francesco e Diego, dall’Italia e dalla Colombia a New York

Francesco, tu di discorsi al bar ne senti tanti: ma di cosa parlano gli Americani?Davvero sono così razzisti, se seguono Trump?

I temi più toccanti sono quelli dell’immigrazione: la maggior parte delle persone sono razziste e mentre parlano di questo, nemmeno immaginano, nemmeno si rendono conto che magari di fronte potrebbero avere due potenziali clandestini che due secondi prima hanno ringraziato e con cui magari si sono complimentati per un buon caffè o quel che sia. Ti ripeto, la forza motrice dell’America, o almeno di quello che io vedo a New York, sono gli stranieri.

Che poi, di americani veri e proprio, non ce ne sono più.

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