Bravofly, Bellinzona e l’isteria collettiva

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Due fatti concatenati, anzi, legati con le ghirlande natalizie si susseguono nel nostro ridente cantone. Il primo riguarda la questione Bravofly, ne abbiamo parlato ieri. La seconda il mandato aggiudicato all’agenzia Zack Goldman per gestire gli eventi natalizi della Città di Bellinzona.

Entrambi i casi sono figli di un’isteria anti italiana che ormai serpeggia ovunque. E ci sta anche, eh, per amor del cielo. Solo che, ormai, i vari distinguo non ci sono più, e la caccia all’untore di manzoniana memoria, quello che secondo le leggende popolari spargeva volontariamente la peste, è arrivata a picchi non indifferenti.

Passi per Bravofly, un’azienda che ha sede in Ticino e assume quasi 400 impiegati e ha in forza una dozzina di residenti e fa incazzare anche i paracarri. O la Impeco SA di Novazzano che addirittura aveva fatto progettare e costruire i capannoni da altre ditte italiane per farcirli di frontalieri. Per la Zack Goldman si parla di un mandato di una decina di migliaia di franchi se non sbaglio. E senza voler difendere il vicesindaco Zanetti, responsabile del fattaccio, ritengo che non sia il mandato del secolo, e lo dico da professionista del settore, essendo grafico pubblicitario pure io. La Viscom, a cui non aderisco, ha diritto di chiedere che i mandati vengano deliberati in Ticino, soprattutto per quanto riguarda le istituzioni. È anche vero che se mi rivolgo al mercato del nord Italia, magari, posso pensare che qualcuno che ha le radici li ci si muova meglio, soprattutto a livello di propaganda.

Quello che è però inaccettabile, è questa caccia disperata all’azienda italica anche se è venuta a cambiarti il rubinetto. Ripeto, una cosa sono aziende come Gucci e Bravofly, un’altra la patetica storia della bancarella rimossa a Lugano perché pubblicizzava un supermercato italiano. Poi, magari, gli stessi che hanno intimato la rimozione vanno a fare la spesa in Italia.

Essere protezionisti va bene, ma stiamo attenti, questo clima, come dicevamo, da isterici, non aiuta di certo nemmeno la nostra di economia, che dipende comunque in buona parte dall’Italia. Come rimarcava qualcuno, proibire le pubblicità italiche da noi è stupido, in quanto anche nostre aziende, come Splash&Spa per esempio, o la città di Bellinzona, la fanno dall’altra parte della ramina. Non sappiamo infatti quanto sarà servito dare il lavoro a Zack Goldman, di sicuro, però, tutto il circo che si è creato intorno a questo mandato non ha invogliato i nostri vicini a venirci a trovare.

È semplice logica. Spogliata da rabbia, frustrazioni e inutili starnazzi.

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