Bravofly, cattiva Pantani

Martedì mattina sul Corriere il buon Fabio Cannavale, fondatore di Bravofly, si è dato lustro parlando di piani di espansione, di altre 106 assunzioni, pavoneggiandosi pure del fatto che è molto innamorato di Chiasso perché la posizione “consente alla grande maggioranza dei nostri dipendenti di raggiungere comodamente il proprio posto di lavoro in treno”. Sì, ma da Como o Seregno, perché, dopo la sdraiatissima intervista mattutina, è stato Ticinonews in serata a mettere una pezza: di questi 106 nuovi assunti, come della quasi totalità dei 400 e passa già messi sotto contratto, neanche uno è residente. Il motivo? Non hanno trovato i profili giusti, e quindi hanno dovuto cercare candidati in tutta Europa. Sicuri che i motivi non siano altri?

Siamo venuti a sapere, infatti, che nel reparto “contributor” e nella categoria “IT” di Bravofly lo stipendio base previsto è di 3’300 franchi, mentre se sei addirittura un “IT professional” arrivi alla sberluccicante cifra di 4’350 franchi mensili. Tutti lordi, ovviamente. Ma cosa sono gli “IT professional”? Gli specialisti, i laureati, gente che è stata curva sui libri investendo tempo e denaro per i propri studi, per il proprio avvenire. In pratica, siamo di fronte a puro e semplice dumping salariale a tutti gli effetti, con il Corriere del Ticino a non dire neanche mezza parola intervistando Cannavale e con chi tiene in mano il bastone del comando nel nostro cantone a non fare niente. Anzi, no: perché questi comportamenti li avvalla.

Furono infatti Roberta Pantani e un secondo misterioso municipale chiassese a perorare la causa di Bravofly di fronte al Consiglio di Stato nell’estate 2015. Pochi mesi dopo, era il novembre dell’anno scorso, venne fuori che dei 276 dipendenti ben 266 erano frontalieri, tutti con paghe ridicole. Giorgio Fonio sollevò il caso, e la consigliera nazionale leghista salì sulle barricate rivendicando di aver perorato la causa di Bravofly chiosando che “viste le polemiche, in questo cantone non siamo ancora maturi”. Così tanta immaturità, infatti, ha portato alle nuove 106 assunzioni di cui sopra. Tutte di frontalieri.

La signora Pantani è in questo modo, di cui parlammo già ai tempi, che difende il Ticino dal dumping salariale e dalla disoccupazione? Perorando con passione la causa di una ditta che si è infarcita di centinaia di frontalieri nel giro di neanche due anni? Suona un po’ – ma giusto un po’ – incoerente la litania stanca e annoiante del “Prima i nostri!” quando al comportamento privato dell’imprenditore Attilio Bignasca si aggiunge anche l’influenza politica e pubblica di una consigliera nazionale. La signora Pantani è sul serio convinta che in tutto il cantone Bravofly non abbia trovato un profilo giusto nei laureati che non trovano lavoro, nei disoccupati figli della crisi e di politiche scellerate, nei dimenticati da un mercato del lavoro sempre più degenerato? Bravofly gioca al ribasso, sfruttando la misera tassazione e i favori politici, lucrando sugli stipendi: alla favola dell’impossibilità del reperire personale qualificato francamente non crede nessuno.

Di questa storia colpiscono soprattutto due fatti. Il primo, ma è ormai quasi banale dirlo, è che si resta interdetti nel vedere un’importantissima esponente leghista fregarsene ampiamente dei disoccupati e dei giovani formati che non trovano lavoro, anche se per la signora Pantani non è la prima volta. Il secondo è che di Bravofly, più silenziose e magari meno influenti, è pieno. È pieno di chi non valuta le competenze ma l’esborso per gli stipendi, di chi apre la propria ditta in Svizzera solo per le tasse basse senza che gli importi nulla di tutto il resto, aiutato e avallato da molta, troppa politica. I Bravofly che giocano sulla pelle dei lavoratori continueranno a farlo, e se domani troveranno gente che costerà ancora meno di chi oggi pagano tre e una cicca assumeranno loro. E così via, verso il baratro. Che, comunque, stiamo già vedendo da vicino.

Non si può andare avanti così. Serve un totale cambio di paradigma. Servono politica vera e una visione chiara da disegnare, raggiungere, rendere reale e non il pressapochismo che, per interessi di moltiplicatore, hanno portato la Bravofly, la Gucci e compagnia cantante a farsi beffe del tessuto sociale ticinese.

Serve uno scatto. Ora.

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Commenti da Facebook

  • Caro Scarinci, la lega ha oramai perso la faccia a 360 gradi e questo è pacifico, come l’ha persa l’UDC! Coerenza: zero, ma mi sia consentito! Mi sia consentito di sottolineare che se VERAMENTE sono quelli riportati gli stipendi pagati da Bravofly, sono stipendi 100% in regola col contratto collettivo IT, anzi, ben oltre quel maledetto contratto che di fatto avvalla, legalizza, stipendi ridicoli per le spese che un residente deve affrontare nel cantone. E quindi – di fatto – autorizza e ripulisce la coscienza di chi assume frontalieri a gogo. Ammesso che di coscienza ne abbia.

  • Victor

    A queste aziende Ticino e Svizzera interessano solo per le tasse più basse. E’ la scoperta dell’acqua calda! Bravofly (dicasi volagratis.it, notare .it, non .ch) o Gucci mica vengono qui per il nostro mercato di 300mila anime… Sì. ok, però pagano le tasse, ci dicono i soliti noti… Che paghino le tasse è tutto da dimostrare, visto che spesso godono di agevolazioni ad hoc che di fatto gli azzerano il carico fiscale! Quindi, se non portano tasse, non portano lavoro, non portano servizi per il mercato locale, cosa portano? Semplice! Portano notevoli flussi di traffico dei loro dipendenti, rigorosamente dotati di “schiscetta” acquistata oltreconfine… Ops! Ma non era quello contro cui si battevano Lega e UDC???!!! Forse mi è sfuggito qualcosa…

    • Alberto

      Esiste un documento relativo a queste agevolazioni fiscali? Giusto per capire se si stia parlando di realta’ o di quello che l’amico dello zio del nipote del nonno ha detto alla sorella del fratello del bepi.
      P.s. lungi da me difendere i leghisti vostri o nostri.

      • Victor

        Tra le tante, ti cito l’iniziativa “copernico” del DEF (Dipartimento Finanze) ticinese… In ogni caso le agevolazioni sono una giungla poiché ogni comune svizzero è libero di muoversi come meglio crede.

  • vi leggo spesso e mi trovo quasi sempre d’accordo con i vostri articoli, ma quando fate il gioco “il mattino della domenica” non mi trovate molto d’accordo. Il CNL degli informatici fu firmato e sottoscritto da Manuele Bertoli nel 2014, io stesso mi sentii preso per il culo leggendo le cifre che avevano messo come minimi salariali, ve le ricordo:

  • a) Informatici con diploma cantonale : Fr. 3’276 (ovvero 39’312 fr. annui )
    b) Informatici con attesto di tirocinio: Fr. 3’640 (ovvero 43’680 fr. annui )
    c) Informatici con titolo di studio terziario B: Fr 4’095 (ovvero 49’140 annui)
    d) Informatici con titolo di studio terziario A: Fr 4’186 (ovvero 50’232 annui)

    • Alberto

      Vabbeh…. io ho sperimentato sulla mia pelle un contrattissimo da informatico nel vostro cantone ( 25 anni di esperienza) prima a una cifra, poi cambiato in corsa (sai, la crisi) alla cifra minima indicata al punto a.
      Padrone svizzerissimo.

  • Quindi la BravoFly purtroppo, e dico purtroppo, non sarebbe fuorilegge. Poi il discorso dell’incoerenza della Pantani é un altro, ma qui sembra che anche il discorso di chi avvallo’ e firmo’ il CNL fu abbastanza incoerente

  • Caro Bucci, nessun gioco a fare il Mattino. Innanzitutto non è stato scritto che Bravofly sarebbe fuori legge, per cominciare. Secondo, in questo link del 27 dicembre 2015 (http://www.ticinonews.ch/ticino/261851/bravofly-uno-schiaffo-al-cantone) puoi leggere come Bravofly non fosse considerata nel CCL delle agenzie di viaggio, pur essendolo. Terzo, in questo link del 23 giugno 2016 (http://www.ticinonews.ch/ticino/295350/bravofly-aumenta-i-salari) puoi leggere come l’accordo per i salari minimi stretto con l’OCST avrebbe dovuto essere il primo passo verso un cambio radicale delle politiche di Bravofly: nei fatti non è così. Se poi il commento finale a tutta questa vicenda è che chi parla di questi temi è come il Mattino e che, casualmente, come sempre è tutta colpa di Bertoli auguri. Ma molti.

    • Jacopo, nel tuo articolo te scrivi “In pratica, siamo di fronte a puro e semplice dumping salariale a tutti gli effetti”. Ma purtroppo, e dico purtroppo non lo é. perché il minimo salariale per un informatico e di 3276 e questi ne danno 3300. Per me e per te é dumping ma per la legge no! Da una persona di sinistra mi sarei aspettato che validasse un CCL che non era, per noi, da dumping.

  • una cosa non la capisco: ma chi glielo fa fare a un bravo informatico ticinese di cercare lavoro in ticino? non dico mica di emigrare a palo alto, nel silicon round about o a berlino: basta spostarsi a zurigo o a basilea o a ginevra. là i salari dei professionisti it non sono stabiliti da normative di governo ma dal mercato. a tutto vantaggio del salariato, ve lo assicuro.

  • E per l ennesima volta…che schifo!

  • Avanti così e faremo la fine dell’Italia: artigiani e piccole imprese uccisi dalla manodopera cinese residente. Magari non ci toccheranno i cinesi, ci toccheranno i rumeni o i bulgari,ma gli effetti saranno gli stessi. Anche per quei poveracci che avranno la fortuna di lavorare per 4 soldi

  • Secondo me chi non assume almeno il 51% di residenti dovrebbe pagare il doppio delle tasse! Sarebbe accettato da tutti ed eliminerebbe la disoccupazione in Ticino.

  • ci deve essere l’obbligo per le aziende che si ubicano nel Cantone assunzione di almeno il 60% dei domiciliati altrimenti niente oermessi….

  • Eh no, anche così non funziona. Perché ci sono aziende o strutture che in effetti, almeno ora non trovano sufficente personale residente, sarebbe eprò sufficiente che le autorità comunali pretendessero almeno una percentulae decorosa di residentti. Il problema però è un’altro. La paghe di queste aziende, che sono effettivamente da frontalieri. Un ticinese difficilmente vive con 3300 fr lordi: 12000 fr di appartamento (2 locali) cassa malati, auti, telefono, e non ti rimane granché per arrivare alla fine del mese, non parliamo di una famiglia.

  • Sam

    Siete diventati razzisti? 400 nostri vicini di casa hanno un lavoro ed una famiglia felice e voi attaccate bravofly?
    Gli stipendi sono in regola per legge, sdesso tutto d’un tratto fate i “prima i nostri”? Dai non scrivete l’incoerenza pure voi

  • Includerei nell’articolo la maggioranza dei sindaci dei comuni ticinesi, inclusi i consigli comunali… Mi risulta che queste realtà imprenditoriali sono ben radicate, con la complicità totale della politica, in molti comuni ticinesi.

  • Il ccl attivo in questa azienda-schiavista, è stato negoziato con il sindacato OCST… Altro fattore triste è che mostra per l’ennesima volta che il dumping non lo si vuole combattere ma legalizzare

  • Da che mondo è mondo, la domanda genera l’offerta. Basterebbe un semplice, anzi, molto semplice, ma importante gesto da parte delle persone residenti. Favorire i residenti! Ma in genere quello che si vuole è la botte piena e la moglie ubriaca e, in fase si delibera, acquisto, o più semplicemente fruendo di un servizio prevale una sola cosa, il costo, lo sconto, il ribasso.
    Chi si è mai sincerato che l’operaio idraulico che vi aggiusta la lavatrice è residente? Il giardiniere che pota la siepe? Il cameriere che vi serve? Il concessionario? Il tecnico dell’operatore di telefonia? Il panettiere? L’imbianchino?

    “Scusi, signor gerente, il cameriere che mi servirà è residente? No? Peccato, buona giornata!”

    Questa è una domanda che sono solito fare.

    Se le persone scegliessero coerentemente chi remunerare, essere residente diverrebbe un marchio di qualità, ma ovvio, pronti ad accusare un rincaro del 20 o 30% su tutti i costi diretti o indiretti.

    Rispondetevi, a voi tirare poi le somme del perché si soppianta i presidenti.

  • Quando ci sveglieremo? Cassa malati pubblica no, contratti collettivi no! Continuiamo a tagliarci gli attributi, e senza anestesia!

  • ….e sicuramente questa azienda gode pure di facilitazioni fiscali..dove sono i nostri politici tutti. NOn solo la Pantani!

  • Ho una domanda a chi ha votato “prima i nostri” e riguarda il come sarà applicata. Mi spiego: ho letto l’articolo e mi è venuto in mente che se una legge va rispettata, ci vuole anche chi controlla. Chi e come, soprattutto mi interessa sapere, sarà possibile verificare che una ditta abbia realmente analizzato i profili dei candidati che poi non erano idonei? Su quali criteri? Si dovrà creare una banca dati dei disoccupati in base a ai criteri? COME potremo controllare avendo la certezza che l’imprenditore senza scrupoli di turno aggiri a suo piacimento “prima i nostri”?
    Chi sarà incaricato di controllare? A quali costi? Chi paga? Tocca ancora una volte al cittadino sborsare?
    Grazie per una cortese risposta a chi ha promosso questa iniziativa. Perché è sempre la solita storia: tante parole pro elezioni, poi il nulla…

  • Io farei un controllo per sapere chi sono i veri padroni di quella soceta’…..
    Ci sarebbe da ridere

    • Alberto

      Bravofly e’ di un italiano. Non c’e’ nulla da ridere. Le aziende italiane vanno in svizzera per semplici motivi:
      – meno burocrazia
      – meno tasse
      – nessuna tutela per i lavoratori
      Stop.

  • Non trovare il personale adeguato proprio nel settore dove ci sono più laureati ed impiegati e disoccupati…

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