E se fosse la buona politica a mettere all’angolo l’UDC?

Quelli dell’UDC (Gobbi, Blocher e compagnia bella) prima lanciano l’orrenda iniziativa del 9 febbraio sull’immigrazione di massa, spendono milioni per la pubblicità, e la fanno vincere. Poi ci stracciano le palle dicendo che è ignobile che il parlamento non voglia applicarla. Stanno aggirando la volontà popolare, dicono. E ora i (cam)peones cosa fanno? Rinunciano al referendum! Questa la motivazione: il popolo vedrà che la legge non funziona e taaaac gli facciamo un’altra iniziativa per disdire i Bilaterali.

Quindi vogliono far rivotare il popolo sul 9 febbraio. Loro, però, non si beccano gli insulti quando lo dicono. Viva la democrazia. Gli UDC sono patetici: questo lo sapevamo. La domanda è se il resto della compagine politica avrà un po’ di senso dello Stato e lancerà autonomamente una raccolta firme per far votare sì a questa benedetta legge di applicazione. È vero, di solito il referendum si fa per abrogare una legge, questo invece avrebbe un altro significato, lo si lancerebbe per far votare Sì. À la Renzi! Ma con la differenza che è l’UDC con le sue stupidaggini ad obbligare la politica ad usare questo sistema.

Perché se non votiamo su questa legge di applicazione del 9 febbraio (con il rischio di perdere, ne siamo coscienti eh) i ricchi galletti democentristi continueranno a stracciarci le palle per i prossimi 5 anni dicendo che siamo antidemocratici. Responsabili, vero?

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