Grazie di esistere, Boxing Day

Di Hans Lockli

Il 26 dicembre è il Boxing Day, giorno in cui per tradizione, nel Regno Unito e nei paesi del Commonwealth, si distribuiscono regali ai poveri e dove i dipendenti o i membri delle classi meno abbienti ricevono delle gratifiche o dei doni. Ma il Boxing Day è anche (e soprattutto) il giorno del football.

Il 26 dicembre 1860 si è giocata la prima partita di calcio. A Sandygate Road, Sheffield, in quel Boxing Day scesero in campo infatti per la prima volta due squadre con 11 giocatori per sfidarsi lungo i 90 minuti: lo Sheffield FC e l’Hallam FC, le prime due squadre fondate e ancora oggi esistenti.

A Santo Stefano lo sport nel Regno Unito viene considerato quasi sacro, per ragioni di puro buon senso: la gente non lavora, è felice, libera da impegni e lontana dallo stress. Quale clima migliore per andare allo stadio? Per questo dal 26 dicembre all’Epifania nel Regno Unito si gioca quasi ogni giorno a pallone: per riempire gli stadi e portare le famiglie a vedere il football. In ogni serie, si va a vedere Ibrahimovic come il Rotheram. Tutto esaurito in ogni stadio, ambiente stupendo, birra a fiumi e tanta convivialità. Ed è per questo che con i campionati europei in vacanza a Natale noi calciomaniaci siamo salvati dal caro vecchio United Kingdom e dalle sue gloriose tradizioni.

Non è una tradizione che piace a tutti gli addetti ai lavori, va detto. Recentemente il tedesco Jürgen Klopp, allenatore del Liverpool, ha imputato appunto alle continue partite del periodo natalizio il fatto che in estate la nazionale inglese rimedi solo figuracce, siano ai mondiali come agli europei. Ma così è, e per fortuna. Perché i bambini sono felici, i papà possono andare allo stadio senza pensare al capo imbecille o all’ufficio l’indomani, perché la festa è festa.

E se il calcio è una festa ogni sabato e domenica, perché non può esserlo anche sotto Natale?

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