L’abuso di lettere maiuscole

Di Danilo Zanelli

– Salve, sono il numero 98399.

– Salve, numero 98399. Ma non essere così formale. Presentati col tuo nome e racconta il tuo percorso di maturazione.

– Mi chiamo Klaus. Sono un disseminatore pentito di testi interamente in maiuscolo.

– Perché lo facevi, Klaus?

– All’inizio solo per provare. Ma poi sono finito nel tunnel. Tra le mie finalità c’era sicuramente la semplificazione, connessa con una certa pigrizia e con scarse attitudini per il rispetto di regole grammaticali. È infatti evidente che un testo interamente in maiuscolo solleva dalla responsabilità di distinguere tra maiuscole e minuscole, un’incombenza che può essere gravosa o fonte di imbarazzo. Nei miei testi era peraltro assente la punteggiatura, altra fonte di grattacapi, e mi sono reso colpevole di uso improprio della lettera “h”, tanto che può essermi capitato di scrivere messaggi come il seguente: “TU NON AI CAPITO HA ME NON MI FREGHI!!!!111!”. Ciò detto, la questione grammaticale, pur essendo rilevante, non esaurisce il discorso riguardante il mio scenario motivazionale.

– Avevi altre motivazioni, Klaus?

– L’abuso di maiuscole conferisce a un testo sgrammaticato l’irruenza di un messaggio urlato. E naturalmente conoscevo tale proprietà. Volevo dare ai miei commenti un carattere perentorio, sottolineando l’assenza di dubbi. I miei messaggi avevano la pretesa di porsi come verità rivelata, malgrado l’assenza di ragionamenti articolati. La loro natura assertiva e aprioristica si può esprimere, in estrema sintesi, così: “O RAGIONE IO PERCHE SI!!!!111!!!”.

– Come ne sei uscito, Klaus?

– Ho cominciato a dubitare. Ho fatto nuove esperienze.

– Quali?

– Ho coltivato dubbi. E ho fatto quella cosa… Posso dirla?

– Certo, Klaus. Siamo qui per ascoltarti.

– Ecco… io… mi sono messo a leggere: giornali, riviste, addirittura libri. Ho studiato tanto. Non dissemino più maiuscole da 5 anni.

– E non hai mai avuto ricadute?

– Solo una volta. Ma avevo premuto per errore il tasto “Caps Lock”.

– Grazie Klaus. La tua storia dimostra che c’è speranza per tutti.

– Grazie a voi.

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